«E immersi noi siam nello spirto Silvestre, d'arborea vita viventi»
(Gabriele D'Annunzio)
In questa atmosfera di azoto e ossigeno,
fra questi quattro elementi simbolici,
noi siamo le due polarità dell’etere
che si rincorrono in una goccia
di sentimento panico.
Eterni ed immutabili
ci libriamo in voli estatici
verso l’uno che lega l’altro;
e fra l’orizzonte roccioso
dell’io
e la passeggiata
dei giardini del Pincio,
guardiamo in reo silenzio
lo spirito destarsi
e la natura
corrompersi.
Non è per assenza di vuoto
che non ci si potrà più incontrare,
è che siamo senza peso e trasparenti,
impossibilitati a fondere in materia
dall’alchimia di un elisir
di lunga vita.
Ma è amore, questo,
è la sola ragione
d’essere,
per chi
(come noi)
non
potrà
mai più
esistere
separato
dall’altro:
come la luce e il buio,
come l’amore e l’odio,
come la diversità
e la relatività,
come le
infinite
possibilità
di una menzogna
che non potrà mai
essere svelata.
«Ogni individuo, ogni figura umana con la sua vita non è altro che un breve sogno dell'eterno spirito della natura, dell'ostinata volontà di vita»
(Schopenhauer)

Commenti
Meno male che esistono quegli spazi, dove quanto ci manca lo si può almeno immaginare.
Charlie
Charlie