Vedo il mare, ma lo guardo appena.
Non mi importa più di estrapolarne un viaggio.
Del resto anche il giardino pensile
non fiorisce da anni
e la polvere e le termiti e il buio
alimentano di antico i miei quarantadue libri.
Sono pochi oggi, lo sappiamo,
ma sono scritti con inchiostro salato,
su carta di alga e corallo.
Ci sono fantasmi che si rifiutano di crescere,
eterni bambini con occhi grigi,
vincoli forti come un distillato di fiore,
ci sono colori imprescindibili
denti macchiati di sangue.
Non ci credi?
Bisogna scrutare l’orizzonte
e lasciare scivolare una lacrima,
perché il rammarico valga una poesia.
Siamo stanchi, non è vero?
Abbiamo il cuore gonfio di paura,
la solita vecchia angoscia che si prova
nel riporre fiducia in un desiderio di pace.
Ci abbiamo provato in mille,
tutti uniti da filo spinato
tutti coinvolti nell’urlo del fulmine,
ma la marea ci travolge senza pietà,
con spietata correttezza.
Oggi ho deciso di dormire,
di lasciarmi dimentico,
domani poi sarò libero di inveire,
di bestemmiare e di sputare.
Con tutta la dovuta calma.

Commenti
fa riflettere molto 5 stelle per la poesia e migliaia per come sei tu .....