Avidi d’amore
i tuoi occhi di
cerbiatto
imprevisti ritornano
da un’altra notte.
Il niente sei
e l’assoluto spazio,
minuscola
cammini su
di me
con il tuo
passo.
Di me ti nutri
ancora trasalendo,
da secoli
provieni
in quello slancio,
sibili e t’espandi
in geometrie
di vento.
Il tempo intorno
a noi
diventa segno
luccichii di
acque danzano
piccole onde in
cerchio.
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