I popoli e le schiavitù dei terzi e dei noni mondi
sfioriscono agli asciutti troni dei vili .
menano le loro lunghe grida in baratri
presenti sudari di ultime guerre.
Or dal lato alto d' una strana torre
ricalca un grido, un passinoso pianto
e co' tanta cenere colora il vasto vanto,
che di cento grigi il ciel ricolma.
Sete e bruciori nell' agonia dei mille;
fantasmi carichi d' impiccata moneta
appesantiscono il buio dell' ignoranza fatta;
tragedie, urlatrici belve suonan novità di morte
nei nostri giorni, tra le sacre pietre,
sopra arterie erbose e sulle franate cime,
muovon passo di capricciosa fine,
ergono gloria a idoli vani.
Non s' alza più il colore di un amore amato,
non vedo la speranza e l' estate calda
che rincorre il sol dei dì famosi;
oltre lo specchio del flettente inganno
figure armate d' imbrattati acciai
corron lo spazio fuso, corron alle tombe
come vampiri nel sol che si diffonde
all' alba trepida di cucita frode.
Le bugie degli ignoranti hanno pianto il mondo
che ancor plagiano di ironica via
sudate strade con versi d' infamia.
Chi tra le vesti degli imperi ha colpito il cuore
risanando i pianti?
Quanto inganno e odio per un giallo colore
principe dei peccati,
rincorrendo frutti inesistenti, amari e intricati
arrotolando la storia in neri misteri.
Cercheremo il ferro del denaro
per coprire le membra nude dalla sconfitta;
avremo corpi unti, con cattiva presenza
e sotto un cocente sole in vittime di sapienza
con i nostri corpi stesi tra le serpi e i sassi
e con tutto questo abbracceremo il confine
seduti nell' ombra di un' immensa fine :
ali di pianto chiuderanno la storia.
sfioriscono agli asciutti troni dei vili .
menano le loro lunghe grida in baratri
presenti sudari di ultime guerre.
Or dal lato alto d' una strana torre
ricalca un grido, un passinoso pianto
e co' tanta cenere colora il vasto vanto,
che di cento grigi il ciel ricolma.
Sete e bruciori nell' agonia dei mille;
fantasmi carichi d' impiccata moneta
appesantiscono il buio dell' ignoranza fatta;
tragedie, urlatrici belve suonan novità di morte
nei nostri giorni, tra le sacre pietre,
sopra arterie erbose e sulle franate cime,
muovon passo di capricciosa fine,
ergono gloria a idoli vani.
Non s' alza più il colore di un amore amato,
non vedo la speranza e l' estate calda
che rincorre il sol dei dì famosi;
oltre lo specchio del flettente inganno
figure armate d' imbrattati acciai
corron lo spazio fuso, corron alle tombe
come vampiri nel sol che si diffonde
all' alba trepida di cucita frode.
Le bugie degli ignoranti hanno pianto il mondo
che ancor plagiano di ironica via
sudate strade con versi d' infamia.
Chi tra le vesti degli imperi ha colpito il cuore
risanando i pianti?
Quanto inganno e odio per un giallo colore
principe dei peccati,
rincorrendo frutti inesistenti, amari e intricati
arrotolando la storia in neri misteri.
Cercheremo il ferro del denaro
per coprire le membra nude dalla sconfitta;
avremo corpi unti, con cattiva presenza
e sotto un cocente sole in vittime di sapienza
con i nostri corpi stesi tra le serpi e i sassi
e con tutto questo abbracceremo il confine
seduti nell' ombra di un' immensa fine :
ali di pianto chiuderanno la storia.

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