Tiepido era il sole, e il sereno giorno
rivelava lontani
ancor nevosi i monti.
Le novelle foglie, tremolando,
salutavano l’inverno morente,
e sul placido lago
una brezza leggera
con sé recava odor di primavera.
Oh amata, tu che amore mi rechi,
e tu, stagione beata, i miei sensi allegri,
quando vago per le celesti vie
ritorna Zefiro, e il cielo terge
e le nubi sospinge,
quando viola o tarassaco o margherita
il prato tinge,
quando sugli odorati arbusti l’uccellino
la nuova vita cantando va’.
E quale lieta sorte alla mia sorride?
Quale vaga speranza?
Non la rinnovanza, o l’eterno andare,
non la fioritura dell’acerba età.
Altro non serba all’uomo il fato
che un incerto cammino,
e dei passati giorni un fatuo pensier.
Né giova la ricordanza,
perché alla mesta gioia, del fugace tempo
presto segue l’amara coscienza.
Sulla riva seduto,
alla lontana sponda volto,
a me la stringevo,
e in quell’abbraccio infinito
d’eterno svaniva ogni mia speranza.
L’acque si agitarono al forte vento,
divenne fosco il giorno,
il sole quasi spento,
e mentre una lacrima mi rigava il viso,
lei guardando, d’amor
si schiuse un sorriso.
rivelava lontani
ancor nevosi i monti.
Le novelle foglie, tremolando,
salutavano l’inverno morente,
e sul placido lago
una brezza leggera
con sé recava odor di primavera.
Oh amata, tu che amore mi rechi,
e tu, stagione beata, i miei sensi allegri,
quando vago per le celesti vie
ritorna Zefiro, e il cielo terge
e le nubi sospinge,
quando viola o tarassaco o margherita
il prato tinge,
quando sugli odorati arbusti l’uccellino
la nuova vita cantando va’.
E quale lieta sorte alla mia sorride?
Quale vaga speranza?
Non la rinnovanza, o l’eterno andare,
non la fioritura dell’acerba età.
Altro non serba all’uomo il fato
che un incerto cammino,
e dei passati giorni un fatuo pensier.
Né giova la ricordanza,
perché alla mesta gioia, del fugace tempo
presto segue l’amara coscienza.
Sulla riva seduto,
alla lontana sponda volto,
a me la stringevo,
e in quell’abbraccio infinito
d’eterno svaniva ogni mia speranza.
L’acque si agitarono al forte vento,
divenne fosco il giorno,
il sole quasi spento,
e mentre una lacrima mi rigava il viso,
lei guardando, d’amor
si schiuse un sorriso.

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