Pur quando lungi posa,
ma più grato al pensiero occorre
ch’il guardo costretto sia,
e così su questo scorcio di cielo terso
che dalla finestra d’albergo m’appare,
tra edifici barocchi
e un pino scosso al vento, indugio,
e mentre uno stormir confuso
e un passero che pigola piano
mi riedono il tempo lontano,
io l’altrove mi figuro, ove il dì felice,
e sterminati orizzonti,
e l’infinita via.
ma più grato al pensiero occorre
ch’il guardo costretto sia,
e così su questo scorcio di cielo terso
che dalla finestra d’albergo m’appare,
tra edifici barocchi
e un pino scosso al vento, indugio,
e mentre uno stormir confuso
e un passero che pigola piano
mi riedono il tempo lontano,
io l’altrove mi figuro, ove il dì felice,
e sterminati orizzonti,
e l’infinita via.

Commenti
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il tuo stile classico sempre stupisce e seduce...