La solitudine è la prima emozione che ricordo di aver provato,
ho imparato prima a riconoscerla e poi ricordo di aver camminato.
Nè fratelli nè sorelle con cui giocare,
chiuso in me stesso parlavo alle onde del mare.
Il fruscio delle foglie mosse dal vento
conduceva i pensieri ancor più dentro,
l'immaginazione volava al narrar della fiaba
il silenzio incombeva, la notte calava.
Un giorno mi accorsi di non esser da solo,
la vita mi accolse e nel silenzio un frastuono.
La solitudine incombe nel cuor dell'amato,
la solitudine è essenza per tutto il creato,
percepiamo ogni istante intimamente.
Chi come te vedrà quelle stelle?
Chi come te udirà quel silenzio?
Siam sempre soli, in compagnia di noi stessi in eterno.

Commenti
Trovo una musicalità nella lettura dei versi,che mi piace.
Buona poesia Clemente e buona giornata.
"Dio mio, e mio TUTTO!" era la preghiera costante di Francesco d'Assisi...