“Prima sogno i miei dipinti, poi dipingo i miei sogni.”
(Vincent Van Gogh)
Solo
ancora
un piccolo
e dolce sorso,
e la mia fata verde
volerà anche su di voi;
solo un altro
insignificante
rametto d'edera,
e poi sarà appena
una questione
di tempo.
Ed è
già
l’ora
di tornare
sotto al groviglio:
fra la Maison de Santé
e una buona speranza,
dentro al crepuscolo
e più in là del canto
dell’usignolo.
E ci sei tu
sotto queste stelle,
il rosso trasparente del vino
e la mia quasi puerile sincerità,
il mio tocco ingenuo e delicato
e voi miei fratelli artisti.
Ma l’amarezza durerà
per sempre,
perché
la vita
è semina,
cara fee verte,
quasi insopportabile
l’attesa della raccolta,
e troppo imponenti
i sogni che sogno.
Siamo poveri
fra i poveri:
siamo i miti
mangiatori
di patate
e
gli
arditi
testimoni
della bellezza
delle dalie.
Niente
riposo
allora,
niente sonno
sotto a questo
cielo tormentato:
un po’ di tristezza,
un po’ di solitudine,
un po’ di sconforto.
È lungo il cammino
per l’armonia,
è lontana
la calma,
ed io vorrei
di già ritornare.
“Mi sono rimesso al lavoro, anche se il pennello mi casca quasi di mano e, sapendo perfettamente ciò che volevo, ho ancora dipinto tre grandi tele. Sono immense distese di grano sotto cieli tormentati, e non ho avuto difficoltà per cercare di esprimere la mia tristezza, l'estrema solitudine.”
(Vincent Van Gogh)

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Charlie