Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio..
(La canzone del maggio. Faber)
..............................................
Dall’inizio di aprile qualcosa aveva cominciato a muoversi
Approfittando degli alberi di Giuda
disposti a perdere il candore sotto i cingoli delle ruspe.
Approfittare del bianco non è facile e non è gradevole
Discutere sull’opportunità di ricucire la coscienza
proprio ora che il mandorlo ricomincia a sedurre
Era piuttosto la tenebra del muro a venir fuori dai gechi
se ne intravvedeva l’ irruenza nel narciso
e nel mare sotteso alla noia
Inane possibilità, Everest senza fine,
Non ho di te nostalgia, nemmeno un poco la matematica
ha compreso il gioco d’universo nelle tue ortiche
e tradotto il salto di cavalletta in derivate contro il tempo
Oh i grilli al secondo che ora scendono a ricomporre le piazze
Chi ha detto che la battaglia non è persa venga a vedere il sacrificio di ali
Nelle banche
La città rumina vendette senza arrivare all’acme del palazzo d’inverno
Abbandonati i fucili si percuotono tamburi ed i tram
raccolgono ciascuno un miliardo di sogni
forse nel prato bruceranno una rondine
Ce la faremo a ribellarci all'Inquisizione dei corvi?
Corvi, solo corvi e purezza nei becchi
Ai passeri il ventre aperto alle discussioni blablabla
Proletarizzarsi d’altronde è stata una sciagura
Un parametro di cui liberarsi nel chiassoso tramonto
Ci vuole un sentiero Ho Chi Min e qualcuno che veda oltre le foreste dei mercati aperti il lunedì
avrò per sempre il ricordo dell’ irrazionale, nella carne le schegge della mina su cui saltai
piccolo Vietcong alle prese con una raccomandata di protesta ad un giornale
qualcuno che legga l’ingiustizia che gli è fatta e lo trasformi in uno scoop
Il mio è un continuo di spesucce tra scaffali e minestre ai cereali
un intrecciare sillogismi tra ghirlande e 730 da completare
poi, ci pensa un click, un solo click che penetra la trascendenza
degli uteri finanziari, gli stessi che ordinano a maggio: sparisci per sempre!
ha fatto a meno del vostro coraggio..
(La canzone del maggio. Faber)
..............................................
Dall’inizio di aprile qualcosa aveva cominciato a muoversi
Approfittando degli alberi di Giuda
disposti a perdere il candore sotto i cingoli delle ruspe.
Approfittare del bianco non è facile e non è gradevole
Discutere sull’opportunità di ricucire la coscienza
proprio ora che il mandorlo ricomincia a sedurre
Era piuttosto la tenebra del muro a venir fuori dai gechi
se ne intravvedeva l’ irruenza nel narciso
e nel mare sotteso alla noia
Inane possibilità, Everest senza fine,
Non ho di te nostalgia, nemmeno un poco la matematica
ha compreso il gioco d’universo nelle tue ortiche
e tradotto il salto di cavalletta in derivate contro il tempo
Oh i grilli al secondo che ora scendono a ricomporre le piazze
Chi ha detto che la battaglia non è persa venga a vedere il sacrificio di ali
Nelle banche
La città rumina vendette senza arrivare all’acme del palazzo d’inverno
Abbandonati i fucili si percuotono tamburi ed i tram
raccolgono ciascuno un miliardo di sogni
forse nel prato bruceranno una rondine
Ce la faremo a ribellarci all'Inquisizione dei corvi?
Corvi, solo corvi e purezza nei becchi
Ai passeri il ventre aperto alle discussioni blablabla
Proletarizzarsi d’altronde è stata una sciagura
Un parametro di cui liberarsi nel chiassoso tramonto
Ci vuole un sentiero Ho Chi Min e qualcuno che veda oltre le foreste dei mercati aperti il lunedì
avrò per sempre il ricordo dell’ irrazionale, nella carne le schegge della mina su cui saltai
piccolo Vietcong alle prese con una raccomandata di protesta ad un giornale
qualcuno che legga l’ingiustizia che gli è fatta e lo trasformi in uno scoop
Il mio è un continuo di spesucce tra scaffali e minestre ai cereali
un intrecciare sillogismi tra ghirlande e 730 da completare
poi, ci pensa un click, un solo click che penetra la trascendenza
degli uteri finanziari, gli stessi che ordinano a maggio: sparisci per sempre!

Commenti
Hai ragione, "chi lo ha detto che sia finita?"
Poi La Canzone del Maggio di Faber ha negli anni trasmesso memoria di quei tempi e di quei giudizi.
Ma purtroppo non è servita a molto se poi siamo stati testimoni della Diaz e di quei giorni che hanno segnato i nostri giorni.
Grazie
dominante nel mercato della musica leggera italiana, un tentativo di andare oltre gettando lo sguardo sul Potere che penetra le coscienze.
Ben pochi sono stati all'altezza (Guccini, Lolli chi altro?) ed in poesia Pasolini (chi altri?)
Ma era un'altra epoca, quando l'esigenza di cambiamento sembrava andare d'accordo col vento di maggio.
confrontarsi con questi temi che coinvolgono Potere ed individuo nella società post 89 è piuttosto difficile.
Il sottoscritto tenta di fare questo. ciao e grazie
Quel disco era uno dei primi in cui Fabrizio prese una posizione politica anche se in realtà è evidente la sua fede Anarchica confondersi con concetti di estrema sinistra ma l'unica cosa che tiene legate queste due cose è la consapevolezza di una lotta comune dopo il fallimento di quella armata.
È evidente che nel disco c'è un Po di confusione ma essere confusi è parte di chi si mette in gioco e si pone delle domande ma soprattutto si mette in discussione ponendosi recettivo verso qualcosa che ideologicamente non gli appartiene.
Ma rimane il fatto che la tua poesia è molto molto bella