Guardiamo
di nuovo le stelle,
facciamo che il giallo
si riversi in mare, stasera,
e che non ci sia volo d'insetto
che si permetta di disturbare
questo respiro profondo.
Facciamo che l'acqua
sia vino di Beirut,
e giochiamo
a che il
cielo
sia
una
vista
ancora
possibile.
Poi sarà
la coda
bianca
del cane nero
a ricordarci che
fuori è mattina.

Commenti
la coda del cane, ogni mattina, mi strappa al mondo più personale dei sogni per catapultarmi in una realtà che è troppo spesso troppo uguale a se stessa.
ciao
charlie