La solitudine sale sul 22 e scende a Solsiden

non ha mangiato con noi

-ottimo il pranzo di fusilli e crema di salmone sulla torre Tyholt-

che significherà una piattaforma girevole sulla città?

 

Ha aspettato che tornassimo per accendere una cicca

e dirci che non scompare la miseria coi paralleli

 

Si capisce dallo sguardo che non cerca la morale

ma spinge più a fondo gli artigli

 

Ecco il cadavere e tutt'intorno le figure della paura

sarà un corvo a cominciare il banchetto:

maestro d'armi quanto basta per chiudere gli occhi

sul timor mortis

 

Carne che trema messaggio trasmesso

 

Non c'è modo che quest'uomo col semplice guardare

perda la sua battaglia.

 

Il pastore di Trondheim tiene l’etica in ordine

una gran cura nel giorno del Signore per le anime dei fedeli

ma più a fondo non riesce ad andare.

 

La solitudine ci segue ancora sull'isola pedonale

sa del nostro aereo ci augura persino buon viaggio

poi si siede a una fermata qualsiasi e ricomincia il giro

 

da qualche altra parte della città troverà nuovi italiani

per dire che non c'entrano le coordinate

ma solo il magma che ribolle sotto la crosta

uguale in ogni punto dove individua un uomo
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Commenti  

Grace D
+1 # Grace D 26-07-2017 10:11
A qualsiasi latitudine del mondo la solitudine può infilzare i suoi acuminati artigli, non è questione
di temperature estrinseche, ma di quell'aridità che recepisce l'anima. Oppure do un'altra lettura:
gl'Italiani sono apprezzati in Europa per la loro cucina, ma per altre cose vengono lasciati
a sbrigarsela da soli in questa "Comunità europea" che dovrebbe operare sempre di concerto ed in armonia. Un saluto!
Ibla
+1 # Ibla 26-07-2017 12:52
Mi è sembrato di stare seduta al cinema, a guardare un film, di quelli dove turisti in viaggio incontrano un solitario connazionale. si intrattengono a parlare di filosofia, politica ecc ecc
Che si trovavano in Norvegia l'ho dovuto cercare su google (visto la mia stratosferica ignoranza)
Molto bella. Catturante!
Hera
+1 # Hera 26-07-2017 14:39
Le solitudini sono infinite, sconfinate, paurose, in ogni punto della terra. La tua poesia è sconfinatamente molto Hopperiana anche oggi,
fa riflettere molto sul tema .
Certamente se l'uomo, riuscisse per un attimo a fermare la sua corsa verso il vuoto, potrebbe ancora riuscire a rendersi conto
dell'errore estremo che specie in questo nostro tempo tecnologico sta compiendo: (schiavo solo del fare, del produrre e poi gettare).
Forse uno slancio vitale maggiore nonostante tutto, potrebbe salvare il mondo..........e dico..viva la poesia!
Tu sempre straordinario....... ...........un caro saluto con stima e affetto.....HERA.
mybackpages
# mybackpages 26-07-2017 21:17
Le battaglie che l'uomo può perdere sono quelle dell'esclusione: per i nuovi italiani che arrivano da coordinate diverse, per la cura dei fedeli di una sola parrocchia o di un'unica fede, per chi non ha qualcuno con cui condividere gioie e dolori o una casa dove stare o nulla di cui nutrirsi. E' questo il tempo degli egoismi, della solidarietà umana è rimasta solo una traccia nella storia del secolo scorso. Ottimo scritto. ciao

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