Per ogni ferita che io possa averti causato, ne ho causata una uguale a me stessa. Perciò ti prego, non volermene. Sono un essere incompiuto, ben più di quanto tu creda.
Haruki Murakami (da Tokyo blues)
Come una signora alla finestra
panorama incompiuto il suo cuore,
disinganna i desideri di profondità disciolte
nella notte della storia sotto la magrezza del tempo.
Liquida gorgoglia l’ego sulle cicatrici dei sensi
riflessi ondeggianti miraggi d’orizzonti trasognati
schegge su cui tessere febbrilmente lacrime di stelle
lasciandosi inondare oceano sinfonico di stupore
col caldo bacio del divino sulla carne diluita di fede
nell’umano calpestio d’istanti tonanti
animaleschi richiami vitali di dolorosa furia.
Lontano alla fine dell’arcobaleno c'è sempre stato lui
stretto al suo ricordo di quando lentamente le leggeva dentro
spogliandola della difesa per soggiogare la sua paura
al pianto liberatorio nella delizia della resa.

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SERENA GIORNARA ROSARIA.
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