Da bimbo vidi mia madre infelice
e spesso incline ad un dirotto pianto.
Fu quindi triste quel volto da attrice,
eppur lo sguardo suo piaceva tanto,

poiché come il gran mare era turchese.
La sua natura riservata e schiva, 
dal male della gente la difese.
Come una fiera in gabbia lei pativa

in un luogo in cui il sole era un miraggio,
l’assenza del calor della famiglia.
O presto da sposata, con coraggio,
lontano andò con la diletta figlia

e col marito al tempo militare!
Ma sempre aveva in mente il suo paese
ove credeva un giorno di abitare.
Festa era quando tornava ogni mese

Dai genitori e da quella sorella
che molto amava perché divertente!
Insieme a loro la vita era bella:
come brillava di gioia il suo ambiente!

Or la famiglia a terra giace morta
e la mia mamma sempre è nel dolore.
Mio padre nel suo borgo ancor la porta
e lei ai defunti dona qualche fiore.

 

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Profilo Autore: Paolo Alessandro Coscione  

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