Ho imparato a scrivere la solitudine,

prima scrivevo solo l’amore,

ora di notte ti porto con me nei sogni,

assieme contiamo le stelle.


Ora ho imparato a non inseguire

le ombre, a non credere ai sogni,

la realtà mi desta e nel silenzio

perdo il valore delle cose.


Quando sento le lacrime cadere

sulle guance e scendere lungo

i pendii a valle del cuore,

sento le gocce bagnare i sogni.


E allora che dal petto sale il dolore,

un dolore che scivola via, lungo

il pendio dove salivamo da ragazzi,

mi fermo e in un baleno crollo.


So di dover vincere le paure

scriverò una lettera in stile antico,

su carta profumata con inchiostro

colorato esternerò i miei sentimenti.


Vorrei vivere ogni momento come

piace a me, a modo mio con l’amata mia,

l'amore non conta gli anni non conta

le ore, mi viene a cercare.
 

Arriva quando vuole, io non la sento,

a passi lenti s’avvicina, questa non è

poesia è zavorra che mi trascina via.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Giuseppe Buro  

Questo autore ha pubblicato 64 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.