Tutti i giorni al calar
del sole
esco sul terrazzo per cinque
minuti a scrivere
una frase, o solo poche parole.
Sei in un’ellissi col sapore
del giorno
che non se ne è ancora andato.
Cinque minuti di tempo
in cui torniamo le sagome nel
sogno dove ti ho incontrato.
Di là dal foglio insieme al tuo
c’è il mio sorriso.
Sei quel filo caduto
inavvertitamente a terra
dal mio viso.
Nel mio paesello
il sindaco
è pure
la maestra elementare,
e in questo nuovo
anno riaprirà la vecchia
drogheria
Angela, trasferitasi dal mare.
Così dopo un funerale capita
magari che fuori dal transetto
il parroco si metta a fare il caffè.
E si trattenga con noi a fumare.
Tornando a casa al crepuscolo
con la bicicletta, tra il barbiere
che finisce sempre
le gomme da masticare
e il caccia e pesca
da poco appigionato
dopo lo stagno all’inizio
della strada rurale,
mi fermo a sentire
il profumo del frumento
inebriarmi
piano
simile, dentro la foto
che tengo nella
tasca della giacca, ai suoi occhi.
Lassù traversa i vespri un biplano.
La malinconia volgeva il suo sguardo
ai giorni appassiti dietro di noi
troppi erano i pensieri che si perdevano
come sassi caduti su ciottoli bagnati
da lacrime nostalgiche
non voglio andare avanti verso
l’inumanità di un’assenza
ipocritamente nascosta
da simulacri di povera vita
né tornare indietro al vizio di forma
da dove inizia l’incubo
oltre semplicemente oltre
le tristi cime della follia
oltre la barriera del non senso
dell’ipocrisia del non detto
sarò oltre se vorrai raggiungermi
mia dolce passione.
Abbracciami finche il tempo ci accarezza
baciami prima che la notte cancelli la mia bocca
Scorre veloce il giorno
mentre la vita la sua luce rincorre.
Non rimandare, non tornerà l'attimo perduto ad aspettare
sono qui ,ora, ti cerca la mia mano.
Non attendere,
che il tempo non si guarda indietro
ed io sbiadisco
mentre il nuovo giorno appare.
Non lasciarmi andare
perché in questo buio infinito
mai più mi potrai trovare,
In questa notte di polvere stellare
baciami mentre la pallida luna
sta lassù a guardare
e aperte son le mie mani
pronte ad accogliere
il suo blando brivido,
ma non sarà mai
così penetrante nel cuore
come questo amore
elisir nel cuore,
come una gemma di primula
dischiusa alla vita
che infonde il suo effluvio
nel centro del mio essere,
lasciandomi
incantevolmente ancorata
nel vivere la sua trepidazione
in quell'immane sentimento,
emozione sensualmente innocente
che foga regala
nel fondo del cuor.
Per questo
freddo non percepisco
tra la gelida neve
che lenta scende
ad incorniciare questa dolce
tormenta d’amore.
Chiudo i miei occhi
per inebriarmi
della sua flautata essenza
mentre scivola soave nell’anima
come effervescente carezza
velata di autentica voluttà,
tra le note di pura melanconia
che mi lega
indissolubilmente a te,
ed è magia per amore!
Ma se solo il tuo forte braccio
mi cingesse contro il tuo respiro,
spiragli lucenti di sole
scalderebbe
tutti i miei sensi
ormai nudi ai richiami
di quelle emozioni,
che di fausto piacere inarca
il mio bel viso al chiarore
dei tuoi occhi color cielo!
Ma nevica
nevica d’amore,
di amore puro e letale
sul mio nudo viso
e sulle mie mani vuote,
ma stanche di aspettare sole
perse nei suoi sogni
al gelo di una assenza
dolce quanto l’essenza
dei sentimenti che vibrano
nelle vene mentre scorrono
dirette nel sangue per poi
raggiungere testa e cuore,
quel cuore che silenziosamente,
profondamente sente,
neve d’amore
a gelare il cuore!
Un sorso amato per amore!

poesia ispirata da "Il bacio" di Francesco Hayez , olio su tela realizzato nel 1859, Pinacoteca di Brera
Tu mi chiedi
Porgendo la mano
Forse lo sguardo lontano
Io non so che rispondere
È troppo solo parlarne
Il suo fulcro non è deciso
Il dubbio è mescolato all’amaro
Tu mi chiedi
Sapendo che son avaro
Di quanto vuoi sapere
Di quanto potrei ancora dare
Luccicante negli occhi
Provi
E mi tocchi
Senza incalzare
Tu mi chiedi
come certo ad imprevisto
come muto a sordo
come calma ad agitazione
come fatto ad illusione
come estate ad inverno
Tu mi chiedi
Non so che dire
Mi sento bruciare
Mi sento applaudire
Qui all’inferno
tanto tempo fa...
Sei una spina
nel cuore,
hai cambiato
per sempre
la mia vita.
Ma la guerra
si sa annienta le
persone, capovolge
valori e sentimenti...
Ma dentro al cuore
sento che torneremo
insieme,
ovunque tu sarai
amore mio...
Ho visto una margherita
la prima.
Aveva i petali di nebbia
e di un autunno dimenticato
l’odore di foglie secche.
Volevo strapparla
per rimirarla tra le dita.
Ma non ti faccio pena
sembrava dirmi
e poi tra un po'
ti inondo il prato.
Allora si
che potrai raccogliere
il mio fiore
ma ti rammento di una cosa
che con i miei petali
ti giocherai l’amore.
l'amore è veleno
prima ti illude e poi viene meno
dell'amore non fidarti
è lì solo per fregarti
è una spada affilata
che tanta gente ha trapassata
è un serpente a sonagli
è il peggiore dei tuoi sbagli
è inutile che insisti
è come dico io
fidati di me... dolce amore mio!
avrò il corpo disteso al sole,
avrò non so...
un mal d’amore!
Avrò un mare e un ombrellone
dove nascondere il mio rossore.
E poi avrò un sogno
tra la sabbia e la gente ignara,
tra castelli fatti di parole
e occhi attenti ma distratti,
ma ciò che conta
è che avrò un bel malincuore
che orgogliosamente ondeggerà
nell’oceano di questa estate
tra coralli, conghiglie, stelle marine,
e dei camaleonti nell’anima
a farmi compagnia in riva al mare,
mentre la vela del destino
va lontano dove l’orizzonte
fa l’amore col celeste immenso
riflesso nei tuoi occhi innocenti.
Avrò, avrò e ancora avrò
tutto questo in quel tuffo
nella mia vita,
ove ogni emozione
avrà solo il tuo bel nome
scolpito nel mio destino
per restarci in perpetuo.
Avrò con te,
solo se tu avrai con me
neve nel ciel d’agosto
a sorprenderci d’incanto irreale
nella stagione della felice libertà
che ci sospinge più in là
via dalla realtà.
Avrò ad occhi chiusi,
io libera nel cuore
viaggiando con ardore
sognando con stupore,
e tutto questo
nella sottopelle mia
che bramante sotto al sorriso
del sol che mi scalda
e poi ancora ne avrò
cuore e amore,
e sarà meraviglioso!
sopra questo penoso ricordo di noi due
che abbiamo riempito moltissimi giorni
lungo il viale delle fiacche promesse.
Il tuo amore è solo marmo
e il bene e il male dentro di me
urlano ancora per salvare apparenze.
Mettiamo almeno coraggio in quest’addio!
Le nuvole portano grigie novelle
e sul tetto della mia testa
la morte s’aggrappa pesante
per ritardare l’arrivo.
Nella giusta bufera
che intorno si abbatte
è troppo tardi riavere
l’amore che ha diviso l’amore.
Guardando la pioggia che picchia
o la melma che accumula melma là presso il ciglio,
rimane in comune, oltre all’affanno,
girare di scatto le spalle
magari ammucchiando i nostri ricordi
ai sassi lavati dal fango,
alla nebbia che intanto scende,
alle foglie, ingiallite d’autunno.
Dentro di me
Arde lo sai
Forza tu sei
Io e te, divisi
E lontani
Troppe le mie fragilità
Scelte sbagliate
Di un età
Io so che lotterò
Per riaverti
Sogno che
Sei qui con me
Tornerò
Nei giorni tuoi
Prendimi ancora la mano per andare lontano
No non esiste rimborso per il mio rimorso.
Sarai il mio punto di forza non ne avrò mai abbasta. Passerà il tempo ma aprivarci di noi, non sarà mai.
Piccola mia
Tu non lo sai
Tanti i miei guai
Nei giorni miei
Ma con te la vita
È rinata.
Sogno che
Sei qui con me
Tornerò nei giorni tuoi
Prendimi ancora la mano per andare lontano
No non esiste rimborso per il mio rimorso
Sarai il mio punto di forza non ne avrò mai abbastanza, riavrò quel tempo per ripartire da noi.
Sarai il mio punto di forza non né avrò mai abbasta , riavrò quel tempo per ascoltare, darò più spazio alle parole e vivremo di nuovo insieme.







