come si fa l'amore
e quanto batte forte il cuore.
Accoccolati nel silenzio
senza luce
solo odore di sudore e baci,
Stanno a guardare
come le mani sanno stringere la pelle
ed il calore entra prepotente.
Senza amore non sa stare
sotto la luna
o dove c'è il mare
con le stelle che stanno a guardare.
Stringila forte
è la donna del tuo cuore
senza paura di farle del male
lei lo vuole...
Vuole l'amore che sai dare
anche in silenzio
per non farsi sentire,
potrebbe star male solo a pensare
quant'è distante
la terra dal sole...
nelle mani
dal sentire trafitto
assetato di gioia
sia il tuo verde
ad infrangere
il mondo
saranno i tuoi fiori
tra altari e celesti
nella Berlino
imprigionata di luce
E ti dedico
lo smarrimento
dell'Anarchia
di un Sole nascente
a librare insieme
d' un onda
che sfugge dal vento
per dirti solo Ti AMO!
Uniti noi,
da sempre
e per sempre,
questo so,
e cosi è stato,
da quando ti ho conosciuta,
e ti sei accostata quella sera,
la tua mano ha toccato la mia,
poi un lungo bacio tra noi;
e da quella sera,
non ti ho lasciata più;
ho continuato a seguirti,
ad amarti,
ascoltarti,
con un bene che è
sempre aumentato
negli anni;
adesso gli anni,
sono eclissati via,
ma questo amore,
ancor mi dura,
e ci intendiamo,
con uno sguardo;
uniti noi due,
per la vita,
così ha voluto il destino,
e sono felice.
Stamattina ho guardato due ragazzi
correre forte per non perdere il tram.
Sarebbe stato più facile
lasciarsi la mano,
ma volevano prenderlo
insieme.
Avrei voluto dirti tante cose,
poi mi hai preso la mano, così piano.
Ti è bastato allungarla, a centinaia
di chilometri di distanza io l’ho stretta,
per poco: non me la sento d’esser triste,
per brevi istanti ho sfiorato un tulipano.
per rubare un po’
del suo respiro
diventeresti anche un ladro...
Ma d’amore.
Non sono solo parole
quello che senti è vero
un tuono può fare paura
per il forte rumore...
Ma il battito di un cuore
non farà mai paura.
Daresti tutto te stesso
ed anche tutto il resto
l’amore non è un sogno
o un alito di vento.
Dalla tua finestra
c’è un mondo di colori
in quel cielo sempre azzurro
ci puoi disegnare un fiore.
Amore tanto amore
non puoi dimenticare
se un giorno lo vorrai
ruberà quel fiore tanto amato
che in cuore suo
ha sempre desiderato...
Ho disegnato quelle mura,
le ho sognate.
Tante volte ho fatto nostri posti preso in prestito;
posti resi sempre meravigliosi da te mia unica regina.
Tu luce indescrivibile che rendi un castello anche un anfratto.
Ora il nostro amore ha un luogo,
un posto da riempire di ricordi,
un "dove" in cui collocare il "chi" della mia vita.
E qui, mia regina, continueremo a costruire il nostro regno,
troveremo un rifugio in cui riposare.
Un luogo, amore mio, dove ogni centimetro avrà il nostro sapore,
Il gusto unico della felicità che solo tu sai donarmi.
A chi abbracciandomi e chiamandomi luna mi adagerà su di un letto di stelle.
A chi saprà sbirciarmi dentro e con una mano mi strapperà la tristezza dal corpo.
A chi facendomi sua...saprà rischiarare e penetrare le mie tenebre.
A chi giocando con me dietro le nuvole
saprà spogliarmi delle mie insicurezze.
A chi mi sazierà...e non mi lascerà affamata.
A chi oserà sfidare il mio animo irrequieto e con voce pacata placherà le mie interiorità coi baci.
A chi saprà mordermi come una succosa fragola
...darei tutta me stessa...
tutto il mio corpo...
tutto il mio tutto.
Se ci fosse un chi a cui darsi...
...io vestita solo di me e di null'altro...
non vagherei ancora alla ricerca
di un qualcuno a cui rivolgermi...
...non mi perderei nella nebbia del nulla...
continuando a ripetere...
a chi?
Il flusso sanguigno aumenta,
l’attività cerebrale accresce
e la respirazione s’intensifica.
Lei è solo una bolla di sapone,
ma dentro c’è tutta l’aria di cui
necessito in questa notte statica.
Un altro sogno emozionante…
Vado a soffiare bolle di sapone
dalla finestra, e sulla mia acrisia
fino a riempire il cielo e salvare
la giornata: ma affinché lei resti,
non posso altro che farne poesia.
A quei forestieri, e daccapo a me
formulasti l’inintelligibile bandolo
“Due sorelle: la prima concepisce
l’altra e questa, a sua volta, procrea
la prima… chi sono le due sorelle?”.
Quando ti risposi con proprietà
mi riconoscesti come una figura
di soglia, e ligia al tuo essere facesti
per divorarti: ma la Giornata di
fragranze e la Notte foderata di stelle
vollero darti due gambe antropiche.
Ci accolse il più esterno dei cieli
e tutti gli astanti riconobbero il puro
amore, e un refolo ci salutò
sotto una volta di tremule fiammelle.
Durante l’insonnia scorgo lemuri
sulla volta, benchè le noci d’acagiù,
dacchè mi sono infatuato a livello
liminale di te dalla cintola in su.
Le anime vaganti dei visitatori
che non riescono a trovare riposo
tornano sulla terra per atterrire
i vivi come fece l’essere mostruoso
che li iugulò o divorò per imperizia
a fronte di una corretta replica
all’insolubile accezione dell’enigma.
Non anelo con la mia supplica
che per celare i sentimenti
e le tue intenzioni a impulsi forestieri
tu corra l’alea nel cader dalla roccia.
Solo una monetina per i tuoi pensieri.
Povero carillon che da tutta
la vita te ne stai lì riguardoso
dentro il mio petto,
lei questa volta non verrà.
Caro vecchio amico, che
sul volto di un bimbetto
abbiamo visto la meraviglia
nel tener sul dorso della mano
una bolla di sapone,
nessuno tirerà la cordicella.
Sapeva di lei… chiudo gli occhi
un istante per un’ultima illusione.
"Chissà se anche tu, nel mezzo del cammino
di codesta vita, rinvenisti per una selva oscura.
Erravo qua e là senza direzione o meta alcuna
tra pagine virtuali di briosa e inedita scrittura,
quando arenai la scorsa sul tuo garbato profilo."
La chiglia oramai perduta, chè dinanzi a simile
creatura incorporea il buio a volte è una scelta.
Grazia delicata sorore d’uno spirito vulnerabile,
quasi il tuo sorriso abbia ospitato quello sincero
degli angeli e si magnifichi nei tuoi occhi buoni.
Chi può asserire, vedendone la bellezza, di non
sentirsi smarrito in un pio tumulto di emozioni…
È stato il gioco
di una gatta lasciva
che dopo aver sciolto
in parte con la grinfia
il gomitolo, ha lasciato
la lana e con un salto
si è defilata intimidita
a stropicciarsi le unghie.
Ma quel groviglio
di emozioni attende
d’essere dipanato e teso
con il giusto piglio
per venir misurato
e conoscerne l’estensione.
Ma svolgere la matassa
raccogliendone il filo
non si può fare da soli.
Come continua la glassa
ad esser posta sulla frolla, così
fidavo di trovar rifugio nelle tue
parole che con quell’autenticità
mi inebriavano i sensi.
Il saperti seduta a bella posta sui
miei righi significava complicità.






