chi giurava di amarmi,
da chi mi abbracciava
per poi pugnalarmi,
mi chiamano angelo
ma mi hanno tolto le ali,
Sono stato colpito troppi pugnali,
mi spaventano anche le carezze,
solo nella fede ci sono certezze,
dopo troppe volte che ci ho creduto,
l'amore adesso non lo voglio ,lo rifiuto,
il male le spezza le catene,
io so di appartenere al bene,
non smetterò mai di pregare,
anche se sono un angelo che non può più volare.
Oggi è uno di quei giorni che mi sento
stanco di accomodare sempre le cose…
ma se devo scegliere, scelgo te tra chi
di noi due deve essere contento.
Mi sei entrata nella testa,
sei parte dell’anima…
Ora riposerò un poco, ma domani potrei
incamminarmi verso dove soffia il vento.Adesso non sei qui,
vicina a me,
adesso chissà
dove sei,
che farai,
lontananze,
se non ci sei,
il vuoto,
e il silenzio
scende
nella vita mia,
tutto si spegne
e diventa smorto
e grigio;
nostalgia di te,
di tutta la tua persona,
la tua voce,
i tuoi
occhi,
la tua tenerezza,
i tuoi problemi;
lontananza da te,
non la sopporto,
tristezza nello stomaco,
nel mio giorno.
Con te navigo in acque ferrose
dove tentacoli avvolgono l'anima
per fondersi in armoniose fantasie.
Emozionata, dono piaceri,
delineo trasformazioni,
abbandono complicazioni,
fuggo divergenze,
accetto compromessi, per rubare
all'attimo svariate sensazioni.
Con te corro nel vento
ponendomi all'angolo della fantasia
nutro di sogni quei silenzi che
emergono dal mare,
perdo il contatto con l'io
lo mescolo con il tuo.
con rose di maggio
e petali rossi
per ogni evenienza,
con occhi commossi
predavo e offrivo l’amore.
Immaturo, senza pudore,
mietevo l‘ingenuo rossore
di messi dorate,
fino a quando non giungesti tu.
Come sole di notte,
attraente, saggia, prudente
e sei ancora qui, come allora,
la mia ultima spiaggia,
da cinquant’anni e tuttora
inverno e primavera,
costante a ricordarmi
quel tempo com’era:
piacente, allegro, un po’ crudele:
un rimpianto che non serve più.
Se tu sapessi di quel temporale
che ha lasciato le sue lacrime ai vetri
e del mio fiato incollato a guardare
distratta il luccichio dell'asfalto.
Se tu sentissi l'eco appena sussurrato alle montagne
oltre quell'aria fredda che cambia in cobalto le tonalità del cielo
oltre le nuvole che confortano e rubano il vento
c'è la tua carezza Mamma che mi torna calore.
La ricevo come un solco riceve la terra
germoglia e si nasconde al sole
dimora e si nutre del tempo
cela lo sguardo alle stagioni
e in un sorso di rugiada nasce e
si lascia amare.
Ed io ho piccole mani cave
a raccoglierti.
Sorriso tu
Quando mi sorridi,
scacci le nuvole,
mandi via la tempesta,
raggio di luce nella vita mia;
sorridi tu,
e sei così viva,
così paciosa,
radiosa,
come un sole che dirada la nebbia,
scendi nella mai vita.,
e mi strappi dalla solitudine,
tu sorridi tu.
Così ti avrei voluta, nuda.
In quella camera che sei solita
prendere in locazione
per la villeggiatura, sul divano
con la tua pelle sul cellophane,
mi sussurravi all’orecchio
quelle parole che si dicono
così, piano.
Poi con l’erotismo lungo
i fianchi rientri sempre in città,
lasciandomi di te solo la
passione sui gradini delle scale.
Fino al prossimo anno,
quando farai ritorno tremula
sui tacchi di nuovo in cerca
di me, il tuo rimando stagionale.
Questo ti piace
pensare, nuda.
Del tuo corpo
mi sono nutrito.
I seni di mia madre
mi hanno
allattato, i tuoi
poi irretito.
Io per te niente altro che
una sorta di interruzione.
E’ dentro che ti avrei voluta
nuda, non basta il tuo odore.
Le unghie sul petto,
le forme sinuose.
Quello nostro non è mai
stato amore, amore.
“Un contadino è più vero coi suoi indumenti
di garzato tra i campi, che quando va a Messa
la domenica con una sorta di abito da società.
Analogamente si può ritenere che dare a un
quadro di contadini una sorta di superficie liscia
e convenzionale risulti estrinsecazione di falsità.
Se un quadro di contadini sa di pancetta, fumo,
vapori che si levano dalle patate bollenti
non è malsano; se un campo sa di grano maturo
o ortaggi va bene”, dalle parole di Van Gogh.
Pertanto Vincent dammi un pennello e la tua
mano perché io le disegni un sorriso imperituro,
affinché l’ultimo raggio di sole ristia sul suo viso.
Ora che credo sia assopita sola con il suo sguardo
che avrei potuto tratteggiare come custode
di due scampoli di notte al posto degli occhi,
ma che è così tangibile e vero come la terra
che custodisce sotto la vanga le sue zolle sode.
Adesso che questi due ritagli di crepuscolo
al posto degli occhi sono pennellate d’autore,
sfumature leggere, dentro di me è una voce sola:
nella notte statica turbata dall’onomatopea delle
ciglia delle tue due zolle di terra coltiva al posto
degli occhi “Almeno in sogno vienimi vicino, vola…”.
E va bene anche così
abbracciando la luna...

Cielo a rispecchiar sul mare e
veli di nuvole a specchiar onde..
Quando la tristezza trasuda di pianto
lo sguardo s'allarga audace e
l'acqua del mare appar equa alle lacrime..
Pianto a stracciar il cuore e
malinconia e tristezza a strozzar la gola e soffocare.
Non trovammo effimera sintonia nelle vie del cuore,
cademmo su un tappeto di foglie ingiallite e
fummo autunno a morir dentro l'inverno..
Ti penso che ci posso fare
Non sono riuscito a dimenticare,
tra le strade della notte ti cerco e ti chiamo
vago senza una meta mentre urlo che ti amo,
piove a dirotto sul mio sottile dolore
aspetto un tuo segnale soffocando il rancore,
seduto su una panchina colmo di tristezza
aspetto che la tua mano mi regali una carezza,
ti penso mentre piango e mi vergogno
di arrendermi all’idea che di te ho bisogno,
col tuo modo di amare così povero e indecente
mi manchi lo stesso non ci posso fare niente,
è strano l’amore non lo riesco a capire
perché dobbiamo amare chi ci fa solo soffrire,
nel mondo della notte a te mi sento legato
mi dimentico di tutto e sono sempre innamorato,
maledetta notte che tiene vivo questo amore
che spegne la ragione e accende solo il cuore,
purtroppo è così che ci posso fare
è colpa della notte se ti continuo ad amare .
Anche se questa strada
non porta da nessuna parte
procedo ischemico
come un cavallo imbizzarrito
e non ci sarà trappola o bivio
a frenare questa corsa verso l'infinito.
Con negli occhi la sua bava
sul ventre la sua bocca
sulla groppa il suo respiro
nelle gambe l'utopia
nel cuore la rivoluzione
di averla sempre mia
salto gli ostacoli più alti
evitando macigni razionali
zigzagando tra i pensieri
mentre afferro la sua criniera
per non scivolare
in cunicoli più scuri.
Ah se avessi mille anni di meno
e le distanze fossero centimetri
forse sarei una nuvola
o una particella invisibile
nel cielo azzurro
di un amore impossibile
e di una Estate
che vorrei non finisse.







