
Sognare, volare,
le emozioni di sempre
tra petalo e petalo
d’una rosa rossa.
Quando li vorrai staccare,
troverai di che ridere
tra le rabbie per le lunghe attese
e i silenzi di speranze invincibili.
I ricordi premono
sulla terra in cui l’ho colta,
quella rosa,
ma si diradano
come nebbie
che vorrei ancora attorno.
che il viso a baciar s’ appresta,
è un tuo silenzio rotto,
l’attesa vibrazione delle labbra
nel tentativo d’essere un sorriso.
Un giorno vorrò chiederti davvero
dov'è che hai riposto il cuore,
se lo hai depositato - intatto -
per il timore di mostrarlo al mondo,
di dargli voce per chi ascolta.
Goccia di goccia sarà il risveglio
da un letargo dove questo amore
all'angolo non ha trovato branda
su cui sdraiarsi nella dura attesa
di accordarsi con la mia musica.
che t'immergi
e in quelle acque d'orizzonte
ti rinfreschi
alle fioche luci della sera
che s’addormenta…
Non c’è amor
più sincero
d’un mare che t'aspetta
per scintillar già d'aurora
Nulla può l’inquietudine
in quella tua luce
pronta a risorgere
come Dio
al primo giorno...

solo pochi mesi tu mi dirai;
il tempo non mi ha dato conforto,
il mio cuore è ancora sconvolto.
Certo, non nego di aver sbagliato tutto
ma ero fin troppo entusiasto...
Non riuscivo a dosare la tua presenza,
ero assetato della tua bellezza.
Si Paky, sto scrivendo di te,
come ben sai, per me
non esiste altra Donna al di fuori di te.
Quanta pioggia
che scorre sul mio viso,
sei tu il mio splendido Paradiso...
nei miei occhi c’è solo l’inverno,
i miei giorni senza te sono un inferno.
Ciò che ho dentro il mio cuore
non è fatto di semplici parole;
vivere senza te è molto complicato,
tu sei l’amore che non ho mai dimenticato.
rimani ancora addormentata
tra le assordanti note
che il fiato dei tuoi anni
emette sull’altare della tua bellezza.
Ai miei cresciuti occhi io chiedo
i tuoi capelli e un tuo sorriso
e torno indietro lesto
a incorniciare panorami azzurri.
Al tuo risveglio muto,
vorrei poter spiare piano
le nuove fantasie di donna
e lo sbadiglio che accarezza il giorno.
Se puoi,
rimani ancora accoccolata
al primo gioco della vita,
sfiora il tuo domani con clandestina idea
e non fissare il vuoto oltre il cancello.
Io intanto misuro la mia maschera
e ritento il mio passato.
Poi mi assale un pianto di protesta
e sciupo tutto, anche una chimera.
Ridestami al suono delle tue parole,
ritemprami all’acqua della giovinezza
e dimmi pure che non è peccato
cercare l’eco della tua musica.
dove l’azzurro cede azzurro al cielo,
vorrei davvero, amore mio,
che la collina ad Ovest avesse occhi
grandi come chiome di magnolie
per guardare non soltanto il verde;
che la città alle spalle avesse orecchie
larghe come piazze a notte fonda
per sentire non soltanto il vento;
che il cielo sopra noi avesse nasi
smisurati come silenzi dentro cubi
per odorare non soltanto i boschi;
che tu, amore mio, avessi labbra
strabilianti come quelle d’una fata
perché io goda d’altro.
convinta di trovar colori dentro,
io sono accanto a te, disorientato.
Anche tu vieni dalla giovinezza,
cavalli bianchi tra cui scegliere il più bianco,
sorrisi dentro scrigni, finalmente aperti.
Ma non é detta ancora l’ultima parola,
mare e cielo non cambiano nuance
ed io accanto a te sarò, affascinato.
Sarebbe bello,
Un velo di tristezza e nostalgia,
offusca il tuo volto stamattina!
Occhi lucidi nascondono il pianto,
forse di ricordi, forse di rimpianti.
Ma dentro c’è la voglia di sorridere,
voglia di esplodere, voglia di gioire!
Il cuore batte forte e non t’importa
se all’amore non chiudi mai la porta.
Dolce creatura che scorri nelle vene,
sei nei sogni dell’uomo che ami,
io non ho nulla da recriminare
è nostro diritto, la voglia di amare!

Ho schivato insulti ed ogni colpo,
ogni oggetto che mi hai lanciato contro,
ogni pugnalata al cuore,
ogni pungente e ironica allusione!
Umiliazioni ed offese di ogni genere,
schiaffi e spintoni, sguardi di vendetta,
pugni e calci per respingere il mio amore,
per placare la tua furia, la tua ira!
Ma qualcosa non l’ho schivata,
qualcosa mi ha colpito dentro,
mi ha trafitto il cuore,
ha catturato l’anima e lo spirito!
Forse, senza che me ne accorgessi,
un colpo secco, deciso ma indolore,
un colpo che m’ha preso in pieno,
un colpo che accuso soltanto ora!
Forse il tuo selvaggio modo di amare,
talvolta dolce, talvolta amaro,
notti bianche senza respiro, senza pudore,
avvolti e raggomitolati, come dimenticare!
Una presa che non abbiamo mollata mai,
un amore travolgente ma anche innocente,
un amore vero, convulsivo ma anche sincero,
un amore che ancora lascia i segni, iniziato e mai finito!

Ti ricordi
la prima volta
che accarezzasti
il tronco della quercia?
La forza sbocciava dalla terra
e le sue radici profonde
rendevano stabile il mondo
Ti ricordi
la prima volta
che ti innamorasti?
Un fuoco bruciava
la tua anima si mischiava
con la sua, avresti combattuto mille eserciti
saccheggiato mille tra città e paesi
per far durare
un solo istante di più
quello che non avrebbe resistito
al primo cadere delle foglie
Ti ricordi
la prima volta
che prendesti la nuda terra
in mano?
Giurasti che l'avresti preservata
mentre scivolava tra le dita
che le fondamenta della tua casa
sarebbero state forti
che da quel suolo avresti tratto
i frutti in armonia e rispetto
Ti ricordi
quell'ultima volta
che guardasti il mondo?
Gli occhi dell'inverno
ti fissavano dentro
un sorriso ti colse
mentre il freddo ti abbracciava
alla tua terra sei tornato
e lei ti accolto senza giudicarti
riportando i tuoi sogni là dove
erano cominciati, radicati nel profondo
intreccio di forti radici
innervati in una corteccia
spessa armatura non scalfita dalla bruttezza
dei tempi.
rimane negli occhi,
sono pieni di bene,
e si vede in lontananza anche
l'anima lieve.
Sospiro impregnato d'amore,
trattengo le tue mani tra le mie
e nulla può cancellare
il tremore del cuore.
Le tue parole trafiggono,
dardi di un Cupido innamorato,
sono solo schegge di ghiaccio
Comunque colpiscono il cuore mio,
e lo rendono inerme hai tuoi occhi,
senza difese.









