
Non so per quanto tempo ancora
in un incanto come una magia da realizzare,
i nostri cuori uniti mentre guardiamo il mare
io che sono la tua dolce magia in cui ti avvolgi.
Un desiderio da vivere,
da sentire tra le pieghe dell'anima ,
tra le pieghe del cuore che vive il nostro ardore .
Siamo insieme liberi e felici di assaporare,
il profumo che inebria i sensi,
tra le onde che cullano il nostro idillio.
Amor mio solo tu sei il mio raggio di sole,
io la tua stella
il tuo alito di vita
che da estasi e rinnova ogni giorno questo sentimento.
Noi uniti e liberi di amarci,
tra baci appassionati,
carezze delicate e abbracci
che fanno palpitare il cuore in questo nostro unico grande ardore.
Noi e la nostra alchimia una simbiosi perfetta,
un legame speciale che ci rende sempre più ardenti e felici.
Noi innamorati e la nostra gioia un incanto
un amore importante che viviamo
e noi sappiamo che durerà e ci darà infinita felicità.
Tornò a svegliarsi nel tempo delle lucenti spade,
una stirpe d'immortali eroi. Non vi furono più scuri antri che custodivano
segreti impenetrabili.
Folate di vento dal nord vennero a portare via i sussulti d'una generazione.
Gesta e antiche battaglie si persero nella memoria degli uomini.
Si svuotarono le vite di molti e il filo sottile che legava la fantastica visione
si fuse con storie incredibili d' ancestrali burattini.
Iniziò una nuova esistenza lontano da secolari foreste.
Arrivò la consapevolezza d'essere soli nell'universo delle paure.
Cosa era rimasto dei tempi di gloria, alcuno mai potrà saperlo.
La risposta rimase per sempre scolpita fra le tempeste notturne
che nei cuori avevano regnato per lunghi anni.
“Lassù,
smisurati spazi,
lontano dal mondo.
Eterno silenzio nell'oscurità.
Sbiadite immagini osservarono il vuoto.
Volti di roccia risero.
Esaltazioni irreali si volatilizzarono nel tempo.
Dolci occhi illuminarono la notte.
Sguardi lontani,
sorrisi perduti s'avvicinarono.
Tornò la vita a cavalcare l'alato Pegaso
fra le costellazioni d'amore”
Cercasti di trovar te stesso, eppur già ti conoscevi.
Sapevi dove andavi , ma non riuscivi a capire perché.
Eri te stesso, ma non sempre allo stesso modo.
Cercasti il tuo mondo senza muoverti.
Un grande sogno e poi...
poche righe, poche parole,
tristezza, gioia d'esser vivo.
“Note d'un viaggio vissuto due volte,
percorso fra le infinite tegole rosse
del cuore.
Cucito con le lacrime di pupazzi
che nelle stellate notti sognarono.
Note d'un viaggio che terminarono
prima di iniziare.
Note stonate che assomigliarono a un pianoforte
dimenticato in un ripostiglio dello spirito.
Note d'amore intinte di sangue,
versate in catini che nessuno volle più riempire.
Note d'un pianto solitario,
note soltanto note e null'altro rimase
d'un sentimento inseguito sulle ali
della fantasia.
Sognato più di tutti quanti i burattini
sciolti nell'azzurro eterno dei
tuoi occhi”.
Eravamo fatti della stessa ragnatela che avvolgeva le anfore dei nostri giardini.
Ci incontrammo nuovamente ognuno chiuso nel suo cesto d'emozioni,
ci incontrammo ma non capimmo il perché.
Le ore che composero i nostri passi lasciarono il posto all'apatia,
le lancette degli occhi tracciarono itinerari diversi,
si inseguirono ma non si raggiunsero mai.
Erano differenti , in un mondo composto da identiche emozioni.
Sempre furono parte degli artefici creati dalla loro stessa natura.
Chiesi delle linee che solcavano la monotonia delle tue mani,
ma questo non mi aiutò a capire i miei errori.
Chiesi d'esser con te ,
chiesi di morir tra le tue braccia,
ma esse svanirono
e io in terra caddi
a piangere un'anima non mia

Amo il tuo viso
amo il tuo sorriso
amo il tuo corpo.
Non amo le tue piccole grandi bugie.
Amo stare con te
vorrei stare sempre con te,
senza inganni e sotterfugi.
Se amarti è peccato
sarò in eterno dannato.
Mi hai rapito il cuore ma,
resterai frutto di fantasia,
alleggerendo questa malinconia che mi assale
come un pugno che fa male.
affinché io possa
-in una poesia-
disegnare i rivoli
le increspature
della tua anima.
Dammi carta e penna
perché scolpisca su un foglio
lo strazio dolente nascosto
di ogni mio respiro.
Dammi carta e penna
per scrutare meravigliato
-come un bimbo-
negli anfratti taciuti
dei tuoi occhi iridati.
Dammi carta e penna
per sussurrare al vento
quel vento che tutto scompagina
-che tutto disperde-
che oggi mi sento
più che mai
vivo!
La tua voce è lo specchio del mio passato
è l’ingombrante figura che mi imprigiona da secoli
è la spasmodica angoscia
che mi accompagna nelle notti senza sonno
è l’oblio offuscato dalla tua ombra
è l’animale che si contorce
è l’uomo che vacilla
è la vita che si spegne dentro il tuo ventre
ormai troppo grasso per sopportarci entrambi.

Sei tu nel mio cuore ,
io che ti amo perdutamente con tutto il mio ardore,
solo tu cuore mio sei nella mente e nella mia anima.
Solo tu il mio unico ardore,
il mio risveglio tra baci appassionati e carezze audaci,
solo noi
e il nostro sentimento
che ci porta nel paradiso della felicità.
Cadevano sul tuo viso
gli occhi volevano
un perché
ma le ragioni si son perse
nei rivoli dei giorni
persi per capire
l'esistente passa
i sentimenti guardano
al passato che poteva essere
e noi bagnati di lacrime
siamo rimasti senza sogni
inerti nell'addio
appesi al sussurro del vento
portati via come foglie
che vagano per altre stagioni.

I suoi capelli raccolti come un fiore,
Tarda la sera ad arrivare
il tempo scorre lento
di un ticchettio monotono
pesante e quasi macilento.
Gli ultimi raggi del sole
s'accostano a baciar la terra,che,
ingorda amante
nel tempo di un istante,
lo fa suo per sempre,
e silenziose ombre
s'apprestano ad allungar le dita ai rami.
Sembra d'inchiostro la sera,
che scrive con livide nubi
del giorno passato i pensieri,
e i sogni del tempo ormai andato.
S'appresta la notte, e tu dormi
tra ciglia socchiuse e ricordi,
sussurri parole lontane
e dici che ancora mi ami.

Amami e con infinita dolcezza
entra nel mio cuore,
dammi tutto il calore
che mi culla e mi lega a te.
Tienimi così
in questa dolce melodia,
i cuori battono
nel preludio dell'amore che mi darai.
Vivrò tutta la passione
che mi toccherà anima e cuore,
uniti e desiderosi
di vivere solo il nostro incanto
e il nostro amore.
che anche quel dì freddo la mattina
il caffè preparò per la sua Lina.
Il rito durava dal dì che la sposava.
seguitato con costante affetto.
Ormai non si destava che alle nove.
“Resta a letto che stamani piove”
e non aprì finestre, ma accese il fuoco.
Ne era innamorato come un fidanzato.
La chiamò di nuovo, ma non gli rispose;
pensò dormisse ancora ma non era l’ora.
Dolce l’accarezzò, la mosse, le sussurrò,
ma lei non lo sentì.
Non pianse, si vestì.
Riesumò il vestito delle nozze
triste e senza forze le si stese affianco
le cercò la mano e la trattenne stanco.
Nessuno volle intorno, ma restare solo.
Vide in volo la morte fino a sera,
quando muta giunse quella vera.
Alle ventuno in punto così come alle nove
s’apprestò per sempre a strade nuove.
Tu hai il ricordo di lui, la
vostra storia…la tua vita.
Io sono solo stanco, stanco di
rivisitare un’estate svanita.
Basterebbe poco a stravolgere
un equilibrio, così poco…
basterebbe la tua voglia
a rimettere tutto in gioco.
Abbracciare te che dormi,
addormentarmi sulla tua spalla
ha risvegliato la mia voglia
di mantenere ogni cosa a galla.
Ma tu hai ancora lui,
la tua storia…una vita.
Io ho solo il ricordo
di te, di una persona ferita.
Basterebbe stravolgere il senso
che hanno le storie, e la vita
…ti è bastato starmi
così vicino, su me assopita.










