Come l'amore desiderato
uomo che non appare
eppure vivo
in presenza al mio fianco cammina.
Dolcezza e baci nascosti
in un cammino non facile
dove tortuose strade
provocano affanno
e ponti in acqua disperdono
le lacrime versate nella solitudine.
Sarai quel nome invocato nella notte
quando il piacere cerebrale
scendera' a ricordare il mio essere donna
L'amore vissuto ferisce
rendendoci cosi' vivi
da desiderare l'oblio.
L'amor per te dove ragione non esiste
se non incontrarti un giorno
per vivere tutto cio' che nel desiderio cresce
senza sosta,nell'attesa.
Poteva toccargli la mano
e respirarla,
poteva avvertirne il calore
la sera.
Lasciava scoperto il suo cuore
e faceva si che
i raggi del sole filtrassero
l'amore.
A volte scompiglia i suoi sogni
e aspettava,
ma cos'è che faceva nascere un
sentimento,
cosa permetteva al cuore di soffrire
le pene.
Era forse un bisogno latente
che mai passava.
occhi, entra nella stanza dei sogni,
illumina coi tuoi raggi tutti i bisogni
e fa che si rischiari questo mio cuore.
Tu Luna fa da cornice in questa
sera d'oriente, con la tua luce
illumina il suo viso e fammi vedere
il sorriso, le labbra lucenti e il
vestito di stelle.
Voi stelle gemelle e tu Orione coprite
coi vostri lustri acque e rose, e fatemi
sentire un dolce suono, un canto lontano
l'amore del cuore.
Se mi hai lasciato non temo d’impazzire !
Ti amo ancora, questo è un altro affare,
ma non mi sento ancora di morire.
Soltanto adesso ripenso con terrore,
d’averti dato ogni mio istante,
d’avere perso con te tutte le ore
spese per farti diventare mia amante.
E, che dire, sei stata anche laconica
La tua stanchezza avrei dovuto intuire,
messaggio affidasti a posta elettronica
le cose, tu si, le puoi mandare a dire.
Certo son stato buono, non mentire,
ho sol taciuto e t’ho lasciata andare,
sicuramente non vorrei sentirmi dire
che m’hai lasciato e ti sto pure a…scassare.
Va bene me ne torno al mio angolino,
mi lecco le ferite e più non parlo,
mi bevo, astemio, un bicchier di vino,
cerco di far tacere questo tarlo.
Chissà che non sia ver proverbio antico,
quello che dice Amor che va e viene,
spero che torni a me, ma non lo dico
non voglio prender gusto alle sue pene.
Ti vivo nel viverti
in assenza dei tuoi baci
calmano le mie tempie
che in frenetico pulsar
dischiude e dilata
quel profumo di gelsomino
ed io, tra il vento e il vento
nel vortice dell'essenza
annaspo per respirare
tutto il plausibile
e nutro il tuo respiro
Come un segugio
da lontano sento
il tuo prossimo rientro
e di neutro m'avvolgo
accudisco in cuor e in carne
l'essenza d'amor
che tanto vive nel viverci.
il guerriero che s'accapiglia per la sua idea
cieco della convenienza, della paura di ferirsi
incosciente
d'inciampare rovinosamente
di sporcare gli abiti
di quanto dirà la gente
Amo
chi si mostra docile al cambiamento
senza considerarlo dottrina
chi si mette al pari senza lamento
senza moina
Amo
chi è un pò pazzo
per volere, malattia o finzione
senza aver ceduto a qualsiasi tentativo
di rimodulazione
Amo
chi non è mai arrivato alla vetta
con le ultime forze o con tutto il vigore
perchè lì, non si vive
si sta qualche momento per l'aria pura, il tramonto del sole
poi l'ora del ritorno giunge in fretta
Amo
chi m'insegna ogni giorno, ogni secondo
che non esiste il primo o il secondo
nè l'ultimo, nè il peggiore
che son solo idee nel passare, senza tanto contare
Amo
chi dipende, da qualcosa da qualcuno
perchè il bisogno è vita, è tempo
è il motore dell'esistere, non solo del momento
Amo
perchè mi è concesso farlo
senza giustificazioni, pressioni, fatica
che non punga come tarlo
con molti limiti, sbagli, ripensamenti
comunque amo, non so fare altrimenti.
di un mal particolare,
mi duole l’intestino
con spasmi al pancino.
Un cerchio ho alla testa
che stringe e non s’arresta
il cuore che va a mille
trafitto da cento spille.
Spesso devo andare
al bagno a “ricambiare”,
mi devo tirar su
non ce la faccio più.
Mi vado a visitare
da un grande luminare,
tra mille “Uhm” procede
a ricercar la sede
di questa malattia
che affligge vita mia.
“Avete pasteggiato in abbondanza ?
Avete fatto lavorar troppo la panza ?”
“Macché, dottore mio sto sempre a dieta
al tempo di mangiar sono un asceta.”
“Avete controllato confezioni
degli alimenti, che fossero proprio sani ?”
“E che so scemo ?
Ci bado sempre al mio ben supremo !”
“Siete nervoso ?
Vi agita problema nel cor ascoso ?”
“E che vi devo dir, dottore mio,
solo il dolore di un grande addio,
di chi per sempre m’ha abbandonato
lasciandomi solo e disperato.”
“Ma allora, dimmi, che vieni qui a cercare,
impossibile riuscirti ad aiutare.
Vedi, per certe “malattie”
le cure mediche son solo fesserie.”
Saro' per te
in quelle acque
dove fiori sbocciano
in bianchi petali di ninfee
gradito profumo di donna.
Saro' la luce,
nei tuoi occhi stanchi
in notti vissuti
senza passione.
Amore dove il corpo affonda
in mente che arde passione.
Risplendi a nuova vita.
Simbiosi di corpi
affini in mente
che fondono il sentimeto
e placano i sensi.
Saro' la dolce
onda di un piacere
che naviga nella tua anima.
lasciando alle tue spalle il morir del giorno
vorrei volarti fra le braccia
deporre bacio lieve sulle labbra
e posar le mani sulla pelle scura
intrisa già dei profumi della notte.
Fra non molto ci sarà lume la luna
e sfavilleranno in ciel le stelle
e sarà altra luce a rivelarci.
Tu sedurrai i miei petali
come la brezza le spine delle rose
mentr'io rinascerò sulla tua bocca.
Quando com'ora sul morir del giorno
tu mi giungi,
ti respiro in trasognata sospensione
ché ancor prima di sfiorarci
all'amore ci concediamo con gli sguardi.
Stupefatto dall'incanto
giardino profumato
Distratto dall'impatto
mai dimenticato
Trafitto da occhi divini
incoerente è il mio passo
Cullato da sogni sublimi
E' bello esser pazzo...
.....di te...
Accecato dalla Luce
dissolta la foschia
Ti venero come un Duce
gioco di magia
Silenzio ammirato diffondi
disegno il tuo ritratto
Catturato da sguardi profondi
E' bello esser pazzo...
...di te...
fusione di dolore e amore.
Ad occhi chiusi accanto a te distesa mi persi!
Raccoglievo e bevevo gocce di te
respiravo ancora di quell’amore, da quell’amore.
Fusione di cuori !...
Linfa ti donavo a quel contatto, ma scioglieva all’impatto
solo rivoli caldi d’amore, sicchè un lago ti cullava.
Accarezzavo la tua anima per accarezzare la mia
e lacrime sempre invisibili ci passavano dentro
e tremiti… Poi sprazzi di dolore sui muri
il vuoto intorno, ma l’anima piena, per sempre sazia.
Fusione d’amore…
Tremule mani commosse
elargiscono agli sguardi
d'occhi languidi e suadenti
l'irresistibile gioia riflessa
Eppur in animo bramo
da tempo nel tempo
e al sol pensiero ardo
e fremo e tremo ancor
Liberi fili di perle
tra nivee lune morbide
di palpiti e seta
la veste dimora
L'eterno profumo
nell'aria amoreggia
d'un sogno di ieri
che ancor oggi vive.








