Ti sento addosso
come una coperta d'inverno
come un'ape sul fiore
come una rosa tra le dita
ti sento dentro al mio vivido viso
mentre calpesti il buio della notte
e come il grano maturo a luglio
travolgi ogni mio senso
sei la storia infinita
che alimenta goccia dopo goccia
il campo di battaglia dell'anima
ed io come sempre sconfitto
mi perdo nei tuoi raggi di sole
con il cuore colmo d'amore
Nello scrigno sei tu il gioiello
la tua perla brilla!
Sgrana palpiti canori
tra i raggi stendi i larghi veli.
È il canto del sole !
E tu in qualche angolo del mondo esisti :
vesti bizzarre maschere ,
sulla sabbia ,vicina ad albe chiare.
Sei nel bulbo d’ogni fiore!
Nel dubbio di una scena stimoli voglie,
lì, il gioioso giorno libra ,
appari radiosa tra i sacri lari ;
sei tu dunque la dea del focolare .
È nel prezioso canto la tua voce
il suono del mio vento ottieni,
sulle tue labbra c’è l’aria che respiro.
È nell’assurdo che spendo la mia vita;
io il rude ,voglio la dolce fata!
Voglio il sol che ride,
voglio te ….
la tempesta nei miei risvegli.
Ciao !
Dove sei?
Il silenzio confonde
il tuo respiro con il mio .
In un tempo fermo
le lancette delle tre
svegliano un brivido leggero.
Fa freddo!...Ti sussurro dolcemente.
Un bacio arreso
sposta i miei capelli
e il silenzio ci consegna
tutti i suoi rumori.
GIUNTO ALLA REMISSIONE
SUL TUO CORPO GIACIGLIO
CHE LEVIGA E NUTRE
MITIGA IL MIO RIMASTO VUOTO
ABBRACCIANDO, SCHIACCIANDO LA PELLE STRIDENTE
UN CUORE GRONDANTE
ESPLODENDOMI DENTRO
ADDOLCENDOMI D'IMMENSO
DANDOMI DA BERE IL SUCCO DEI TUOI RESPIRI
ASCIUGANDOMI QUALCHE GOCCIA, CON I TUOI VELI ROSA
PORTANDOMI DA SFAMARMI
I TUOI OCCHI
I SOLI TUOI SGUARDI
MI SOVVIENE NON PARLAR D'AMORE
NON NE SONO MAI STATO CAPACE
MI SOLLEVA IL TUO ALIMENTO
QUESTO GONFIARMI A DISMISURA
DEL TUO DARE, DELLA TUA LUCE, DELLA TUA NATURA
ACCANTO A ME DISTESA
DOVE HO DIMENTICATO L'ADESSO
DOVE IL MIO MANCARE
GIACE, SENZA NULLA DA SALVARE
sarebbe il vento a raccogliere
il mio sorriso.
Se non ci fossi tu
sarebbe la luna
a indossare i miei lunghi capelli.
E le foglie adagiate nel viale
sarebbero le sole
ad ascoltare i miei versi.
In silenzio ti guardo
stretta alla sera
e alle tue mani.
essere dei tuoi pensieri
l’essenza pura della vita.
Sì vorrei
essere il tuo sangue
scorrerti nelle vene
annidarmi nel tuo cuore.
Sì vorrei,
essere dentro ad ogni respiro
che ti fa mancare il fiato
e rallentare il passo.
Sì vorrei,
essere dentro al tuo sguardo,
regina del tuo spazio
e fino all’orizzonte.
Sì vorrei,
essere tutti i pori della tua pelle,
dai piedi e fino alla testa.
Sì vorrei,
essere la tua lingua,
che inumidisce le labbra
per un bacio.
E sì vorrei,
viverti in ogni istante,
anche quando mi sei distante.
Non dirle mai che non è possibile
Falla sognare
Falle credere che sei invincibile
Poi tanto dopo con gli ultimi spiccioli in tasca
le dirai che sei forte come una mosca
La fissereai con quegli occhi tristi
delusi dalla fine della commedia
Ma ti dirà che ne ha passati e visti
e che restare non sarà una tragedia
E quando ti conoscerà nel prodondo
allora dille che è tutto possibile
che non conquisterai il mondo
perché sei forse troppo sensibile
Le ricordi a memoria e le racconterai
delle ragazze passate
di una che incontrasti d'estate
e che forse non tornerà mai
Lei a quel punto sorriderà
come fa il giallo dei frutti maturi
Sarà la sua mano ma non per pietà
e ti ricorderai dei giorni futuri
Non dirle mai che non è possibile
altrimenti sarebbe tutto inutile
o forse la prenderebbe solo sul ridere
perché l'impossibile è accaduto già
Cerco nei meandri della notte,
attimi fugaci che si librano
nell’estasi del piacere.
Assaporo quel gusto
di donna che t’appartiene
facendomi cadere
nel limbo carnale dei sensi .
Accarezzo con disinvoltura
i tuoi capelli dal profumo intenso
e il tempo consciamente
tace i nostri respiri.
Siamo due anime sperdute
che nuotano in questo
infinito amore, mentre
la luna ci avvolge
con il suo manto di luce.
ho preso sonno
dopo dette le preghiere della notte,
dolcemente le pupille
hanno ceduto
nel candore accennato di un sorriso,
stamattina
appena sveglio ho ritrovato
nel tuo nome dalle labbra bisbigliato
lo splendore dell’aurora.
quando ancora senza voce
aspettavamo la pappa
per andare a dormire
senza moine
senza favole d’ascoltare
non erano ancora tanto di moda
e la mamma nelle stanze correva
perché il marito la chiamava
a disposizione per tutti i lavori
tramando del tempo
tramando dai nonni
Stanca, sfinita, arrivata la sera
la sua unica filastrocca
era una preghiera
che vicino a noi sussurrava
“ caro santo del nostro focolare
stai vigile e desto qui a vegliare
perché un bambino e una famiglia io possa accudire
anche domani ed i giorni a venire”
Lei era allegra e forte nel cuore
tutto questo la faceva cantare
il giorno dopo sola nell’aia, mentre al sole stendeva i panni
lindi, puri e profumati
che solo per noi, aveva lavati.
che ammanti improvviso
di un leggero piovasco la mia sera.
Usignolo della stanza
e di tre quarti dell'infinito.
Ora riposa la voce e
accendi le stelle
angelo dai ricci capelli dorati,
distenditi sul mio cuscino,
cosi che io possa vegliarti.
a Maria Grazia con amore...








