L'ho illuso
con la promessa di cibi sontuosi
mentre l'attesa toglieva le forze.
Ho rifiutato gli avanzi,
gettato le briciole,
sputato schifato sull'offerta di chi,
generosamente, avvicinandomi il piatto,
chiedeva di condividere.
Ho cercato nello sguardo dei commensali
l'invito a sedermi al loro desco.
Ho atteso che un gesto riverente
mi porgesse la sedia
e una voce squillante
annunciasse il mio arrivo agl'invitati.
L'amore
non chiede altro che il necessario,
quel poco che basta
per reggersi sulle gambe
e proseguire il cammino.
Chiede di nutrirsi, senza saziarsi;
un tozzo di pane, anche raffermo.
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I wanted to feel Love with lavish banquets.
I deceived It
with the promise of rich food
while the waiting took away the strenght.
I refused the leftovers,
threw the crumbs,
spat on the offer of who,
generously, drawing up the plate,
asked for sharing.
I sought in the glance of the table-companions
the invitation to sit with them.
I waited for a reverent gesture
to offer me the chair
for a shrill voice
to announce me to the guests.
Love
does not ask but the necessary,
what is enough
to stand
and keep on walking.
Love asks to be fed without satisfying its appetite
a piece of bread, even when stale.
immenso universo, di occhi come pianeti
comete, come parole allungate
cremose
mari immacolati
spazzati dalla luce del tuo sole
di calore esplosivo, raggi eterni
che si rincorrono per giocare
mescolando gemme e polveri
creando anelli sospesi
come i vestiti di Giove
a sostenere questo luccicare
quando sembrava persa ogni bellezza
al termine del viaggio
che devo fare
Tu mi dici Stella
sono pronto a navigare
a bordo, senza meritare
che inizia con lo sguardo del mattino
quando la finestra s'apre
a tutti i rumori del mondo.
Specchi di poca luce tracciano te
che mi respiri vicino.
Mi bevo allora il tuo profumo
ancor prima ti sfioro le labbra
nel soffitto bianco
disegno i miei pensieri
piango e m'immagino foglia,
confusa e felice mi libro nell'aria
e tu come vento m'incateni a te.
Lo farò mentre tu mi guardi
e baciandoti il tuo sorriso colgo,
in un giorno sereno quando gli aranci son maturi ;
quando le zagare fioriranno nei giardini;
ti ridaranno ancora il tuo profumo.
Ti farò sognare,lo sai?
Ritornare come allora quand’eri freschezza rara,
come quel mare d’inverno ch’amavi l’amore
scorticata dal pensiero clandestino;
ora ti pungi col mio desiderio.
E adagerò sulla tua pelle essenze d’altri mondi
e i tuoi sogni come i tuoi risvegli vorranno solo amore,
vorranno sentire la voglia di far l’amore ;
su cuscini di vento poserai le candide lenzuola .
Ti vestirò d’amore e graffierò i tuoi vestiti!
nella tua nudità col brindisi festeggio,
lasciarci poi in un vortice senza fine ;
negli attizzati fuochi che sentiranno passione .
Scompigliami femmina!
Fammi ardere di nuovo …
Mostrami la via del sole per raggiungerti ovunque sei,
io impaziente cavaliere sarò il tuo messere;
se vorrai ,il tuo menestrello di poesie.
E vorrò stare sotto le tue ali
come un cucciolo smarrito mi porterai al nido,
in una nuova dimensione ove tutto è immaginario;
tu sola lo puoi fare ,ne hai il potere .
Ti vestirò per spogliarti ogni qualvolta lo vorrai !
Ed ogni volta sarà la prima ,
d’amore ti nutrirò cascasse il celo;
tu , l’impulso emozionale …
sei la mia mentore sincera .
come torna a fine maggio
la rondine
e muta il paesaggio.
E come squarcia il sole
le nubi
e scioglie le grigiastre nevi,
così su di me agisce
amore
e rompe della cupa tristezza
i veli.
Ripartirai,
come segue l'intimo desio
la rondine
e con largo cerchio dice addio.
E quando con ratto volo scompare
all'orizzonte
che denso di nubi già mi sovrasta
il cuore
in me certezza nasce ch'affrontare
dovrò da solo il fato
e senza amore!
Gli occhi seguono lo sguardo
e il perdersi del giorno
fugando l'ultima luce
colta improvvisa dal crepuscolo.
Mi chiedo dove sei?
Nel riverbero di quale versi,
nel silenzio muto di quali parole,
a quali altri venti e altre aurore
affidi ora la tua voce!
"Ti amerò senza far rumore
come di notte la rugiada
sui fiori".
o il sospirar vicini
oppure il tocco d'un alito
sentito a pelle,
sarà l'incontro volontario
delle dita
che per intuito s'intreccian
quale nodo
o quel refolo
che sbuffa malandrino
fra i capelli,
o meglio ancor la luna
che imbastisce sogni e ricama luce
Saran le labbra che si senton sole,
non so cos'è ne lo sapremo mai,
ma anore mio,
questa notte restiamo avvinti al sogno
tu ed io.
Certe parole sfogliano
i petali del vento
e fanno rumore.
Certe parole sciolgono
i fiocchi della neve
e danno sapore.
Confondono la luce
come l'ombra delle nuvole,
solleticano il tramonto
e si adagiano sul mare.
Intrecciano radici
e profumano di pane
e se anche fuori nevica
scoppiettano felici
come il fuoco di un camino
che fuma e scalda il cuore.
avvolta dal buio.
Il posto accanto a me
è ancora caldo.
Sento ancora
il profumo dell’amore.
Pensavo te ne fossi andato
insieme alla notte d’amore.
Un odore improvviso
corro in cucina.
Sul tavolo un vaso
con una rosa rossa.
Sei tu che prepari il caffè
ti giri mi guardi.
Quegli occhi...
castano lucido.
Buon giorno amore
buon giorno mondo.
stringe il collo fino al mento
nell'istante, all'arrivo
mi tengo in disparte
senza motivo
ammiro la sua forza
la sua persuasione
unita alla gioia, per la sua intrusione
attesa o sorpresa
con causa o sbagliata
la sua emozione è ritornata
scivola lento, lo sento riempire
fa scoppiare il cuore
non fa riposare
ho aperto tutte le porte
ed ogni altra apertura
per fargli sapere che non c'è paura
sì dolce il tormento
nelle parole di stupore e bellezza
che la sua presenza, lascia come carezza
Respiro leggerezza
nel pieno del mattino,
mentre uno sguardo ammicca allo specchio...
Come vorrei che fosse eterna
questa piega sulle mie labbra.
Cosi sorrido!
Sorrido fino alle lacrime....le ultime ....
Sono una foglia gialla
che si libra nel cielo
prigioniera del vento dell'Autunno
nuda morirà ai piedi del suo albero
ricordando tutte le stagioni,
i silenzi intrecciati,
le stille d'argento
e le notti
ricamate dalle stelle e dalla luna.
dalle nuvole di grigio cenerino
che salgono dal mare turbinando
seguendo il loro immobile cammino,
sarà che la sera è più compatta
da presto appena il sole si nasconde
invano ricoprendo la disfatta
del giorno che dal buio non risponde;
sarà che una tristezza evanescente
insiste nel mio animo stasera
insieme a quella pioggia che si sente
arriva con l’autunno che dispera
di averti fra le braccia e di parlarti
sentirti con le calde tue parole
sorriderti di nuovo e quindi amarti
intorno alle tue rose e alle tue viole.
Sarà che ti ho perduta con l’inverno
che avanza con la sua malinconia
gettandomi nel fuoco dell’inferno
perché mi hai detto che non sei più mia.
In settembre al mattino ed al tramonto,
col sole alto ed anche verso sera,
due uccellini apron l’ali al mondo;
siamo in autunno, ma pare primavera.
Quei colibrì chiamati Gaia ed Elsa,
ai lor fattori abbelliscono l’ostello
col dolce viso e pur con lo stornello;
per i canuti avi la novella è eccelsa.
Germinati, così, i due attesi fiori,
delle giovani mamme dal soave aspetto
gioiscono gli occhi e i loro cuori,
mentre il tempo consolida l’affetto.
La Vita mi distacca e lascia spazio
a chi già, novello, mi si alterna.
Di gioie e di affanni io sono sazio,
il sole or cede il passo alla lanterna.
in occasione della nascita, quasi contemporanea, delle nipotine Elsa e Gaia: la prima, figlia di Giorgio e Vega, a Valencia e la seconda, figlia di Marcello e Marilena, a Milano.
entrasti dalla fessura della persiana
a cavallo del raggio della luna
avevi occhi infiniti e
capelli d'oro lunghi sulle spalle
vestita di seta bianca
hai camminato verso di me
ed io fermo
ho contemplato il tuo
amarmi
all'alba non ti ho vista
se non in quel ricordo
perpetuo della notte passata
Francesca








