Quel giorno che mi hai detto:
“Da domani vieni con me a lavorare”
volevo urlare, scappare
nascondere  le mani sporche di grasso
e i vestiti lerci  di fumo e di sudore.
Quel giorno che mi volevi uomo
ti ho maledetto
e ti ho odiato fino alla morte!
Avevo tredici anni
e ho smesso di giocare
mi hai imposto le tue regole
e dell’ arte  le più piccole sfumature.
Ma ogni tua parola
m’impauriva
era come  un tradimento
e faticavo a seguir la scia
non capivo che era quello il testamento
come quel colpo di martello
che con rabbia picchiavi sul ferro freddo
e le bestemmie urlate
per portare a casa un pasto caldo.
Adesso finalmente
sono l’uomo che hai sognato
adesso vado fiero del tuo nome
e di quei vestiti lerci
ma tu non mi sei acconto
a guardarmi e ammirare
queste mani e questa schiena
distrutte dal lavoro
non ci sei ad abbracciare
questo tuo capolavoro.
 

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Demetrio Amaddeo*   Sostenitore del Club Poetico dal 18-11-2020

Questo autore ha pubblicato 270 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.