Piovono miliardi di gocce
ma non c’è modo di capirle tutte
Povertà dell’intelletto che fugge
la completezza
Molta incapacità
scuote l’acqua sulla gru e non si può
dire il numero che diventa fiume
il ticchettio sugli ombrelli
L’energia del silenzio e del fragore
impossibile descrivere l’obliquo
sulla fronte
la regola che scroscia nel canale
E il cielo è così vago, assente
ogni parola
Il mutismo assorbe il vuoto
e non c’è lingua abbastanza
per comprendere la pioggia
Perché si dovrebbe capire il mondo?

Commenti
forse un modo per dire che percepire è il vero senso che guida le azioni
molto bella secondo me complimenti
Bravo.
Interpretare cioè quello che in esso accade. Coglievo la miseria del linguaggio di parole
a fronte della “semplice” pioggia, di come cade l’acqua dal cielo e in mille modi si spande sugli oggetti.
Riflettevo sul cammino ancora da fare, se ce n’è uno, aldilà della presunzione, del narcisismo
e dell’autoreferenzial ità che investe non solo i singoli io, ma l’intero ambito poetico che a me appare sempre di più
destinato ad una mera e triste rappresentanza di sé senza chance nel mondo attuale.
grazie
purtroppo la tecnologia ha dato la possibilità a chiunque di scrivere, pubblicare, lodarsi e sbrodolarsi con autoreferenze... autoincensamenti... elevando il proprio ego che poco porta all'umanità... e lo si legge in un modo così invadente perché i tempi sono cambiati: una volta, sì, si scriveva anche di sé e poi i poeti/scrittori in generale... venivano scoperti da qualche critico o da qualche mecenate ed era successo in vita e in morte... Si scriveva anche per commissione o per ribellione... ma erano pochi, a saper scrivere... Ora, il web pullula di gente che scrive ed è per questo che emergono solo rarissimi casi di scrittori che dicano qualcosa che nn sia del tt personale!
Bravo finti... ciao!!!