Eros e Psiche vanno intesi come meri archetipi. L’io narrante può essere chiunque, senza connotazione di genere

Son anfore votive i nostri cuori
dedicate al più bello tra gli Dèi,
quell’Eros che trascina negli ardori
e avvinti ci solleva agli apogei

sinché colmi d’ambrosia tracimiamo
con Psiche in intrigante fantasia
ch’io te e tu me d’incanto diventiamo
e raggiungiam reciproca follia.

Son accondiscendenti le fattezze
ma brancolanti invano i tentativi
d’autentiche sentir quelle tue brezze
or mutate entro te in fantasmi schivi,

sicché non pago della tua malia
vorrei l’anima tua in mio possesso
come pegno affidandoti la mia,
almeno per il tempo d’un amplesso.

Ma per Eros fatale sacrilegio
sarebbe illuminar di Psiche il volto (*)
e svelar con arcano sortilegio
il mistero di cui l’amor è avvolto,

ch’è magico ingrediente quel mistero
che insaporisce quel che sa di poco
e addolcisce il sapor acre del vero,
che solo sa dosar sapiente cuoco.

(*) Come in altri miei testi, interpreto il mito a parti scambiate: qui è ad Eros ch’è precluso vedere il volto di Psiche.
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Commenti  

MArTe
+1 # MArTe 27-02-2025 00:13
Profonda nel contenuto e nelle parole, abilmente scelte. Ogni tuo componimento trasmette al contempo la forza della profondità e la freschezza della levità. Questa poesia inoltre è vestita d'eleganza. Complimenti.
Sisifo Gioioso
+1 # Sisifo Gioioso 27-02-2025 00:54
Grazie MArTe. Il tuo è un bellissimo commento. Hai focalizzato due, anzi tre degli obiettivi che mi prefiggo di raggiungere quando compongo.
A quanto vedo, anche tu viaggi su strade parallele.
ioffa
# ioffa 27-02-2025 00:28
Quartine che scorrono decisamente armoniose con gran rispetto della metrica, oltre la grammatica e oltre le rime, narrando d'un qualcosa di tanto bello quanto misterioso, a volte vissuto con insufficiente consapevolezza tra gli ardori giovanili e a volte sfuggito nei meandri più nascosti della memoria quando la maturità consentirebbe di apprezzarne meglio tante sfumature emotive, fisiche e non.
Sisifo Gioioso
# Sisifo Gioioso 27-02-2025 00:58
Grazie ioffa. Il mito di Eros e Psiche è a mio vedere uno dei più intriganti e simbolici della mitologia greca, benché dobbiamo soprattutto ad Apuleio (Le Metamorfosi) la sua interpretazione più nota.
Eppure credo sia oggi un mito da rileggere in chiave moderna. Non sono né un classicista né uno psicanalista ma oggi mi piace vedere Eros e Psiche fuori da una dinamica maschio/femmina come nel mito. Entrambi sono insiti in ciascuno di noi come desiderio fisico (eros) e più strettamente "spirituale" (psiche) per non ripetere psicologico. E questo indipendentemente dal genere. Ora, mentre nella cultura classica poteva starci che la fanciulla non dovesse conoscere l'eros, oggi credo sia più il maschio che anela a conoscere e a "possedere" anche mentalmente la femmina. Ne vediamo il rovesciò maligno della medaglia.
Io ho voluto scrivere un testo applicabile a entrambi i generi. Eros e Psiche come meri archetipi. Vicendevole desiderio del fisico e della mente di entrambi.
Ho quindi, e comunque, capovolto i ruoli. È meglio consentire a Psiche di conoscere Eros che far conoscere a Eros gli intimi pensieri della partner. Ci potrebbe scappare un altro femmimicidio.

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