Cammino lungo il sentiero dei colli
che scende in dolci balze alla pianura.
Prati verdi insanguinati di papaveri,
mi stordisce il profumo dei tigli
mi chiama da lontano il canto dell’upupa.
La torre antica e il vecchio mulino
mi osservano stupiti…
"che raro, che strano viandante!"
La quercia maestosa, l’esile betulla
parlano fra loro guardandomi curiose.
E osservo sorpreso la verde radura,
l’ignuda fanciulla che attinge alla fonte
e quella seduta,
il menestrello che suona,
l’altro che ascolta incantato.
D’un tratto mi scuoto e mi trovo seduto,
rapito, a guardare il dipinto.
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Complimenti!
Ciao
Aurelio
Saluti