E ti disfi del mio cuore
come fossi una bambola senz’anima
piegata allo squallor dei tuoi desideri
ed il silenzio delle tue mani sulle labbra
mi si spegne prepotentemente addosso
sporcando i miei labili sensi.
Ecco straripar nei miei occhi
il tuo vocabolario di violenza,
nel battito di un no impotente
che gioca esausto al ribasso.
Hai strappato la mia vita
come i petali ad un fior
ed ora giaccio su un letto di schiaffi,
il mio corpo è lavagna dei tuoi peccati
venduto al mercato dei piaceri
e mai più rincaserò
da questa sporca solitudine
cucita addosso alla mia sorte,
perchè non ha più senso elemosinar
l’alba delle tue bugiarde promesse
in un ricatto di brividi e carezze.

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