Anche il mare ha i suoi silenzi
in questo orchestrar dei giorni
stipato in acquerelli di nuvola
ed uno sbadiglio di giglio s’acciglia
ad ogni compleanno di luna
come frammento d’arpa terrestre
scivolato sulle labbra indifese.
Spettino questo cielo di marzo,
disarmo il sillabario del cuore,
eccomi, fragile pagina al crepuscolo
riflessa nelle segrete del tempo,
son violino scordato
posato sull’uscio di una finestra.

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