Inchino i miei giorni
a rincorrere un battito,
a rincasar da un vuoto
e nulla spegnerà
respiri di uno spicciolo di cielo
che strinse i nostri cuori
come aritmetica di sguardi
ritratta sulle labbra del dolore
ed il mio petto è tela di naufragi,
barca solitaria che nel buio si scaglia
contro il capolavoro dei tuoi silenzi.
Ah! Se ancor potessi recitare
il romanzo dei nostri incontri
cuciti alle zattere di una stella,
se la mia poesia danzasse sulle labbra
come conchiglia fra le onde,
ma schiudersi di gemma è l’anima mia,
pianto d’inverno ferito
dal mendicar instancabile
di un amor infinito.
