Eccoci...
Alla fine ci ritroviamo, sempre qui...
Con un anno in più, un’esperienza in più,
con una ruga in più, una memoria in più,
qualche sogno in meno
ti presento me stesso...
e giurami che non sono cambiato.
Vorrei esplodessi di gioia sempre.
Ma in realtà,
vorrei piangessi ogni minuto di mia assenza.
Questo è il destino di cavalieri e fanciulle
sconfinati in una storia troppo grande.
Abbiamo gli stessi occhi di un tempo...
I tuoi, come sempre, di chi può voltarsi serenamente
e cambiare strada.
I miei che vorrebbero farlo
ma sono troppo incollati ai tuoi
Che hanno bruciato da tempo migliaia di orsacchiotti.
Eppure li stringi nel letto, quando sei sola,
quando nessuno ti può osservare.
Darei tutto perché fosse davvero così...
Ti presento me stesso specchiato nei tuoi occhi...
Nel momento in cui non sono più uno schermo,
in cui non ci sono porte,
ma pupille e colori un po’ meno attraenti di altri.
Ti presento me stesso anche se mi conosci da un pezzo...
Così hai creduto, sorridendo a un fiore...
Ma io non sono come te
che legge e comprende,
piange e ride,
chiude il libro e vive...
riuscendo a trovare nello specchio soltanto la sua immagine.
Io sono una corda tesa che a diverse vibrazioni
Emana un lamento o una melodia,
sia sinfonia o tragedia
o una stonata blasfemia.
Io non sono come te
Che mi strappi dalla gloria di una rupe
per cullarmi più sicuro in un bidone…
Facendomi respirare il me stesso sotto me stesso,
buste, ricordi, rifiuti
e il luccichio di un fermaglietto per capelli.
Che doni il cielo a piene mani a chi non sa volare
e nemmeno ci ha provato…
A un misero Icaro, lo rinneghi,
che pur di conquistarlo ha creato le sue ali
con fango e lacrime.
No, io non sono come te
Che mangia per sopravvivere
e respira per lo stesso motivo,
che trasforma polvere in polvere e rugiada in rugiada,
che nutre i giorni di presente
per poi compiere domani un altro passo.
Eccomi...
Non sono nulla di niente...
Volevo presentarmi e ho presentato te
Volevo mostrarti quanto valgo
e ho detto quello che non sono...
Partendo da te.
Ho presentato te stessa in una versione originale.
E ho voglia di morire...
Perché io...io non sono come te
fredda e razionale...addio.
Mentre sputo queste parole
Lottando per non piangere,
i miei occhi ancora incollati ai tuoi...
Mi mostrano che finora tra voli e precipizi,
tra forti raggi e nauseanti pianti
son riuscito solo a trasformare
polvere in ragnatele e la rugiada in stagni.
Alla fine ci ritroviamo, sempre qui...
Con un anno in più, un’esperienza in più,
con una ruga in più, una memoria in più,
qualche sogno in meno
ti presento me stesso...
e giurami che non sono cambiato.
Vorrei esplodessi di gioia sempre.
Ma in realtà,
vorrei piangessi ogni minuto di mia assenza.
Questo è il destino di cavalieri e fanciulle
sconfinati in una storia troppo grande.
Abbiamo gli stessi occhi di un tempo...
I tuoi, come sempre, di chi può voltarsi serenamente
e cambiare strada.
I miei che vorrebbero farlo
ma sono troppo incollati ai tuoi
Che hanno bruciato da tempo migliaia di orsacchiotti.
Eppure li stringi nel letto, quando sei sola,
quando nessuno ti può osservare.
Darei tutto perché fosse davvero così...
Ti presento me stesso specchiato nei tuoi occhi...
Nel momento in cui non sono più uno schermo,
in cui non ci sono porte,
ma pupille e colori un po’ meno attraenti di altri.
Ti presento me stesso anche se mi conosci da un pezzo...
Così hai creduto, sorridendo a un fiore...
Ma io non sono come te
che legge e comprende,
piange e ride,
chiude il libro e vive...
riuscendo a trovare nello specchio soltanto la sua immagine.
Io sono una corda tesa che a diverse vibrazioni
Emana un lamento o una melodia,
sia sinfonia o tragedia
o una stonata blasfemia.
Io non sono come te
Che mi strappi dalla gloria di una rupe
per cullarmi più sicuro in un bidone…
Facendomi respirare il me stesso sotto me stesso,
buste, ricordi, rifiuti
e il luccichio di un fermaglietto per capelli.
Che doni il cielo a piene mani a chi non sa volare
e nemmeno ci ha provato…
A un misero Icaro, lo rinneghi,
che pur di conquistarlo ha creato le sue ali
con fango e lacrime.
No, io non sono come te
Che mangia per sopravvivere
e respira per lo stesso motivo,
che trasforma polvere in polvere e rugiada in rugiada,
che nutre i giorni di presente
per poi compiere domani un altro passo.
Eccomi...
Non sono nulla di niente...
Volevo presentarmi e ho presentato te
Volevo mostrarti quanto valgo
e ho detto quello che non sono...
Partendo da te.
Ho presentato te stessa in una versione originale.
E ho voglia di morire...
Perché io...io non sono come te
fredda e razionale...addio.
Mentre sputo queste parole
Lottando per non piangere,
i miei occhi ancora incollati ai tuoi...
Mi mostrano che finora tra voli e precipizi,
tra forti raggi e nauseanti pianti
son riuscito solo a trasformare
polvere in ragnatele e la rugiada in stagni.

Commenti
( si fa per dire) a briglia sciolta esponendo i tuoi sentimenti presentandoti attraverso un altra persona, e forse è proprio attraverso gli altri specie se ci fanno soffrire che ci si conosce meglio.... che ironia! ma per me è così.... intensa molto ben scritta complimenti di cuore... 5 stelle ...