Scava impietosa la lacrima
sua la sorgiva muta sviscerata
malinconia tesa a camelia aperta
su cui posar lieve percezione
tocco mosaico di caduco alare .
Spezza nel dolore l’assenza
pianto riservato al solenne
dolore imperioso e stinto
con gioiosa grida di parto
dalla vita aggrappato al fato
verità che al celato si finge.
Cieca coglie il familiare suono
la riva del divenire ascolto
tintinnio d’universo stravolto
in coro a richiamo d’incolto
mistero gesto inespresso.
Sorride nell’impeto, il verso
lui che non conosce porto,
faro a cimelio risorto
sull’inutilità del morire deposto.
E’ suo il sentire acuito
il tempo gioioso di sé,
l’amore dal dolore richiamo
miracolo a riflesso pieno
nel più intimo appello
flebile fiamma senza coraggio.
Annega nell’anima la scelta,
arduo percorso di svolta
frammento impazzito d’eco
come a dedicar venia al gesto
nel rimanere muto
disperato gelo.

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IL MIO LODEVOLE POETICO E LA MIA LIETA GIORNATA ROSARIA.
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