Nell'afrore del mattino là sulla vigna

rimirai succosi frutti tanto cari a Bacco

tra granitici solchi colmi di gramigna.

Perbacco dissi, si prospetta meno dura,

nello stupore verdi pampini sfiorai

eppur quell'annata faceva cosi paura.

Anche il pensiero, un tempo agro forte

s' addolcì e più non temette la mala sorte

d'inacidire seppur dentro una vecchia botte.

Travolto e rapito nell'incanto in loco restai

pavoneggiandomi come vero allocco

nel cerchio della nuova luna mi ritrovai.

Non so come a quel regno giunsi lesto

a tratti oscuro e luminoso, guardai in basso

vidi un corpo, giaceva nella piana mesto.

Chiesi di tornare e a salutare m'apprestai

mille stelle raggiavano quel mondo.

Tra polvere sbracciando, dal sogno mi destai.

A farlocche stelle volentieri rinunciai

acini gustosi rilucevano sorridenti

la mia modesta vigna più non lasciai.

Genoveffa Frauopere©2021

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