Verso il niente assoluto,
la fine dei contenuti,
in favore del vento sicuro
proveniente dai moderni arcipelaghi
di insulse ed elevate ignoranze.
Coniugando ormai solo al riflessivo
in vissuti elemosinanti certezze
e risposte pubbliche a domande personali.
Si convive in sconfinate grandezze
egocentriche
simili, per odore, a miasmi, fanghi,
ansie, cancerogene idee.
E in lussi mentali
contrapposti ad una dignitosa povertà
scaduta in completa e assoluta miseria.
Quando e come
finirà il solitario interrogarsi?

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