Scommetto la mia pelle contro un chiodo
che un poveraccio non sarà mai santo,
ha l'anima ristretta, rinsecchita
sempre protesa a quello che gli manca.
Non parlo di quei Santi della storia,
non parlo di quei Santi della chiesa.
I poveracci la storia non la fanno,
i poveracci in chiesa non ci vanno.
Cercano un Dio, ma questo non lo sanno,
troppo distratti da quello che non hanno.
Sono ombre, fantasmi provvisori
che passano la vita con affanno.
Guardano in basso, hanno il respiro corto
sono più soli di un cane abbandonato.
Non hanno desideri, né speranze
non hanno prezzo e nemmeno facce.
Sono una specie che non si è mai estinta,
sono una specie che non si è mai contata.
Vivono il mondo da quando questo esiste
in ogni luogo, da quando il mondo esiste.
Hanno imparato, pagando vari prezzi,
a star lontani, a vivere in disparte,
come a salvarsi, come per pudore.
Per essere dagli altri differenti.
Di rado accade che aprendo gli occhi,
in un qualsiasi giorno della vita,
come per caso te li trovi accanto...
fratelli di miserie e di rimpianti.
...e in quel momento, senza più difese,
anche per te non ci saranno sconti.

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