Giornata dai ramati colori
rilucente di soffusi bagliori
in percorsi indefiniti attrae il pensiero
donando vertigine
che va dagli occhi al cuore
che come caduca foglia
al soffio del vento muore.
Giornata sfolgorante
di luce ambrata e nuvole bianche
sotto un cielo terso e cristallino
eppure nido autunnale
nel silenzio degli uccelli,
nei vessilli di quiete
che abitano la campagna.
Quell'odore di terra smossa
che carezza le narici
nell'attesa dell'accoglienza
delle sementi a nuova procreazione
in accordi di sinfonia d'autunno
dona all'anima emozione.
S'appressa il giorno al suo calmo rito
d'un cammino che dirige i suoi passi
al vestibolo della nuova stagione
nella quiete e nella riflessione.
Stasera in un cielo
splendente di stelle,
seta trapunta di blu ed argento
nel suo bavero anteriore
spicca un pò appartata
e silente la luna.
Astro lucente d'immaginifici pensieri
che riempiono la mente
di storie fantastiche ed evanescenti.
Nel dormiveglia incantato
l'ombra d'un sogno m'accarezza:
sento un leggero fruscio,
un volto sbiadito m'appare
che io faccio fatica a recepire.
Sfoglio le pagine del tempo
nella speranza che quel volto mi appaia,
ma le risposte danzano su bianchi fogli ingialliti
privi di giorni vissuti
descritti in albe sparite e mai decollate.
Riesco a percepire solo echi lontani
che non percorrono più le valli del cuore.
Il mio cammino ora è tra sterpaglie d'ombre
che rattristano il mio più intimo sentire
dove colano stille di luna piangente
scevri di sogni e privi di orme
cancellate dalla furia
del vento di maestrale.
Ombre vaganti ne ldeserto dei sentimenti.
Ombre brulicanti nella piazza e nella via;
obbligatoriamente festanti,
vietato il mugugno e la malinconia.
La consegna:una forsennata corsa
verso un unico destino
che echeggia di morte;
ombre:ebbre di insalubre gaudio;
sclerotizzate nelle insane follie;
si fanno beffe di te.
Sagome spettrali.
Non sanno distinguere
il fulgore dal buio.
eternamente rannicchiate in un angolo.
avvolte in colpevole torpore
e a un certo punto, appunto, dico basta,
la spina al fianco resta ma non costa
un attimo di più della mia posta.
E fuggo tra le nuvole intrecciando
un suppergiú di giochi di parole
arrampicati al niente fino a quando
non vedo a terra un battito di sole.
Mi faccio compagnia mentre accompagno
madame Tristesse con il suo malumore
verso la soglia, spoglia del guadagno
d'impossessarsi ancora del mio cuore.
Sognare di stare bene
Perdersi nell’infinito
Essere se stessi
c'é Silvia tra la salvia e una silvana finestra, mette in mostra gli incisivi,
il male "dei parenti" è la sua frana.
Non frena, pare stia correndo troppo.
Un groppo in cielo strappa le parole
sul vento, poi sorpassa quel malloppo
di favole condite col suo sale.
Andrà, forse chissà, tremila all'ora
sgommando tra la luna e un aeroplano
cinese, arriva al sole del mattino
e "sente che non sente" sonno ancora.
Gli occhioni blu si sono finalmente
addormentati sotto il crocefisso.
Finito il turno ci ho lo sguardo lesso
e di riflesso bolle la mia mente.
Silvia silvana, selva di concetti
diretti nei pensieri dati al caso
che a volte sembra prenda per il naso
il mondo, più se meno te l'aspetti.
I ricordi sono aromi trafitti, lancinanti!
Và rivendicando la certezza

Mi sposto solo un po’
come una gustosa pietanza,
trangugiata
nel pieno di un baccanale festoso.
Una portata, dopo portata abbondantemente;
una pancia gonfia,
mai sazia,desiderosa di nuovi piatti;
ingorda di sofisticati dolciumi,
accecato da cospicue libagioni,
quasi smarrito ilsenso di discernimento.
Afferro una preghiera
per placar il tormento.
Ma invanho iniettato
l'antidoto
al veleno della morte
sia stato ch'è tutto finito,
il cielo ha slacciato le trame
di un sogno legandolo al dito.
Nel buio assoluto il tuo nome
ritorna da un'eco distante,
circonda la notte, comprime
il fiato, ingannando la mente.
Svegliarsi chiedendomi cosa
sia stato, se un sogno o davvero
un pezzo di vita che posa
nel cuore il più grande mistero.
di pianti inconsolati per gli afflitti,
bottiglie vuote, canti o versi piatti,
sospetti cupi e ridondanti patti.
Notti per tutti i gusti, per gli artisti,
poveri cristi in piste di cristallo,
chissà se canterà tre volte il pollo
e a un giuda sarà mai tirato il collo.
Notti di luna piena sulla scena
a tutto tondo in fondo a una sirena
che t'incatena i sogni alla sua pena,
su un'altalena o un piano che ti spiana.
Notti per vili voli e valorosi
guerrieri imbottigliati nei raggiri
di un cerchio... Circolare! Sta al di fuori
del mondo il pozzo dei miei desideri.
e si schiantino i colori.
senza trovarne più l’inizio…
della luce che ti portò alla vita,
baciò la fronte e quel sudore;
Fù incendio..

il tempo rivoltato dal mistero
nel mentre si dilatano le ore
e il buio ingigantisce l'ombra al nero.
Dal suolo oltre le stelle fino in fondo
ai passi solitari dei pensieri
attraversando il tempo fino a quando
l'aurora sfiora i sogni che respiri.
Infine ti ritrovi tra le ciglia
del dormiveglia un battito di luce
fugace come il lampo che ti abbaglia
lo sguardo sotto un cielo senza voce.
a starmene in disparte dalla gente
lontana mille miglia con la mente
per inseguirne i voli sopra un foglio.
Mi sembra di poter attraversare
con uno sguardo il cielo, l'universo,
planando sulla stella in cui mi pare
di ritrovarmi in ciò che sembra perso.
Stupori di bambina, una carezza
paterna la Poesia del melograno,
le spighe acerbe, l'alba, la dolcezza
di un sogno che mi lascia i sogni in mano.
Di certo sbaglio, ma è così che voglio
andare svicolando il malaffare
del mondo, immaginando che il suo meglio
è una Poesia che non si può afferrare.
la strada stretta, il chiostro sotto l'astro,
chi porta in un canestro i sogni al nastro,
ed io ho soltanto l'estro, il mio disastro.
Incastro, prostro, addestro le parole,
stropiccio, straccio, intreccio il mio dolore,
quando mi sento triste abbraccio il sole
con gli occhi, nascondendo il male al cuore.
Il dritto, il suo rovescio, il manco, il destro,
distrattamente astratto il mio maldestro
delirio di giocare col pensiero
quando vorrei il suo peso più leggero.




