Dicono che ti assomiglio
che ogni espressione ricorda te
certo...
è diversa la voce
ma è egualmente dolce
come gli abbracci che donavi
quand'io pargolo m'assopivo.
Vorrei ancora sentire la tua voce
urlare al posto tuo
e piangere...
piangere come non ti ho mai visto fare
per non affollare questa tua assenza
con questi pochi e sterili versi
uniti ai pochi ricordi
che ancora vivono in me
solo per sentirti ancora vivo
anche se...
per un minuscolo istante
e mentre sfoglio l'album delle tue foto
occhi pari ai tuoi
dicono che ti assomiglio.
da sotto una sottana
s'incammina barcollante
trascinandosi al muro
già dipinto dall'arte, da passanti notturni
aiutanti insperati, nulla facenti
scossa
con disinvolto fermento
rincorre dalla creazione
con immutato divertimento
insudiciando o stupendo
lasciando una scia
come brusio
paga di lusinghe e pretesti
Voglia edace e sgraziata.
sui comignoli muti
dei tetti arrossati
delle case dei vecchi
che aspettano il tempo
decidersi e andare;
le ombre rioscurano il cielo
chiamando le nubi
che coprono il sole
ad un ultimo sforzo
per chiudere il giorno;
la notte che avanza da sola
fa si che nell’anima
scenda una lacrima
triste e sincera
pensando alla vita
che in noi si consuma.
le stìmmate della tua infanzia
hanno artefatto l’apparente lucidità delle intenzioni
e la curvatura dello spazio- tempo t’assale alle spalle,
in un déjà vu all’inverso
dove il presente ed il passato s’incontrano indistinti
e le memorie insane dell'infanzia turbano il succedersi,
in un incontro di rabbia e di rumore
che tutto pervade e ironicamente
distrugge.
Mentre i girasoli, impazziti, volgono le spalle al sole.
tramonto sul mare
rivedo in un attimo le pagine
della mia vita.
Sfogliando pian piano
tra gocce di memoria
riemergono come ombre
ferite mai rimarginate
e poi anche gioe vissute
in quei giorni di primavera
quando la luce splendeva
sul dolce viso.
Sfogliando rivedo
l'immagine di me
della felicità che mi copriva
il giorno e poi stanca
mi accarezava la sera,
sfogliando nella pagina
dei ricordi.
dal mondo dalla vita dal gioco dell’amore,
scriviamo perché intanto
non resta che sperare
in due filastrocche che vogliono comprare
le briciole di un mondo che non fa più per noi,
perché siamo degli elfi di un bosco ormai perduto
gli gnomi di un irreale foresta di sambuco
gli estremi sognatori di boschi di betulle,
gli antichi vogatori di un fiume sconosciuto.
Scriviamo perché intanto
non c’è altro da fare
i sogni sono vuoti
non c’è di che sognare
scriviamo perché il cuore
ci detta di rapire un’ultima speranza
per non dover morire.
forse chissà, se domani ci saremo
forse chissà, domani dove andremo
al sorgere del sole il tutto può cambiare
il filo che ci regge potrebbe anche spezzarsi
e allora chi saremo con tutti i nostri vizi
con tutti quei servizi del nostro andare avanti,
forse chissà se il mondo ci sarà
domani chi lo sa se ancora leggeremo
di storie o di poesie
o di palpiti d’amore
protesi ad inventarci
com’è l’eternità.
che non bastano, per dire
quanto amore puoi dare
a chi ha bisogno di te
cercandoti come se fossi
un grande Dio, illuminato
dai fedeli del mondo
che rischiarano sentieri
tortuosi, unendoli
al perdono e alla sapienza
del dono, ammirabile pregio
tra nuvole e campane,
avvolto nel frastuono di banchi e di 'bambini'
lo ritrovo qui (nel parco)
seduto - immobile - nella sua arresa solitudine,
che eterna l'avvolge,
messo lì in disparte,
alle spalle della vita
che gioca a palla coi bambini
che corrono, sì che corrono
incontro alla vita che l'attende
che, pure, scorre sulle sue livide vene
che di bluastro avvolgono
il suo rassegnato abbandonarsi alla vita,
già dimenticato.
nota:....dopo l'integrazione scolastica... il nulla.
Come un ramo spezzato
da una forte tempesta,
una foglia impaurita
con l’autunno alle porte.
Un sole ormai spento.
La luna piangente
perché ha perso le stelle.
E’ così…
Ti senti smarrito
hai perso le cose più belle.
Come un ramo, il cuore si spezza
la tempesta era forte.
I tuoi occhi hanno perso il colore
perché il pianto
ha cancellato ogni cosa.
E’ così…
Lo sarà sempre,
perché tutto finisce.
La luna, le stelle
il sole d’agosto,
l’amore
e anche il resto…
alcune crescono senza patemi, succhiando, allegri, la linfa dalla propria madre,
per tutta la vita
altre, rimangono piccole, così piccole
che un tenue soffio di vento potrebbe farle cadere,
ma, tenaci, resistono
altre sono così forti, così rigogliose e verdi che paiono non doversi staccare mai,
ma poi arriva un unico soffio di vento, preciso e dispettoso,
che le fa cadere
altre volte, le foglie, si seccano, un po' alla volta,
e poi, senza che quasi ci si accorga,
da sole si distaccano dal ramo
altre ancora rimangono lì, sole,
assetate dal sole che le rattrappisce e le rende, alla fine, non- foglie,
solo un inutile appendice rinsecchita,
rattrappita nel dolore dello spasimo
E quando cadono, le foglie, non cadono tutte
allo stesso modo:
ci sono quelle che cadono, giù, in verticale,
precise al suolo, senza incontrare alcuno ostacolo
altre piroettano, sbeffeggiate dal vento,
si risollevano (a volte), si ribellano, urtano nella lotta i rami più in basso
e, così, si frantumano,
prima di toccare il suolo
altre paiono non voler proprio cadere,
il vento le trasporta, alitandogli addosso,
ritardando la loro fine
altre, così piccole, si lasciano andare, ad occhi chiusi,
cullate dal loro stesso tuffo
altre capitombolano al suolo ancora giovani,
incomprensibilmente
altre, ormai secche, non attendevano altro,
è per loro la liberazione
altre, invece, non ci credono neppure,
fino a quando non è, ormai, troppo, troppo tardi
altre...
ma alla fine tutte, proprio tutte, cadono inesorabilmente al suolo
E’ strana la vita delle foglie.
n.b.
...oggi mio figlio Niccolò inizia la prima elementare (o dell'infanzia, che dir si voglia)...ovviamente per foglie s'intende...
Anche l'ultimo ramo secco
si è staccato dall'albero
secolare
che sembrava resistere
a tempeste e raffiche
di vento
e il grigiore delle nuvole
ha coperto un cielo
che in tempi lontani
era azzurro intenso
e si rifletteva sul mare.
Un mare calmo
che allo sguardo
regalava emozioni.
accarezzati da ombre
che divergono in sogni
metallici, come calamite
nel sospirato
punto sospeso
di domande dentro dubbi
infiniti nei cieli perplessi
e ricercate per smontare
enigmi misteriosi che trafiggono
aspettando la luce vera
bloccata dalla tenebra del buio






