Affaccendo rugiada del mio pianto
in questo scorcio d’anima
smarrito d’inverno
ed il solstizio del mio esistere
si spegne nei riflessi del mare
come fuoco lunare
d’ogni mia solitudine.
E mi attraversi nei pensieri
come il vento un campo di papaveri
ed il ritornello dei miei sensi
sazia gli spigoli del passato
in una confessione di sguardi
che più non ferisce
l’indirizzo del tuo tempo:
sfioro l’alba del tuo cuore.
