Non ho altro da offrirmi
che questo vento fortunale;
spacca i rami,
forse spacca e basta.
Chiudo allora gli occhi,
non li riapro.
Non ho altro da offrirmi
che la sua rabbia,
che gratta via le nubi
da un termosifone arrugginito.
Mi dice di tacere.
E' lui la mia voce ora.
Tutte le parole
che non ho saputo dire agli uccelli
le sta sputando in alto.
Mi addormento al suo urlo pulito.
Barzellette imprecise
passano da ogni fessura marcia.
E' la guerra che mi voglio meritare.

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