Silenzio il labirinto
immaginario imbevuto di percezione ossuta
innocente carezza al vagito d’un verso
intima striscia di sanguinamento mentale.
Controcorrente sempre dietro il diverso
effimero imbastito di fantasie d’avamposto
ricucite alla natura d’afasica impostura
nell’inconscio traghettato dalla casa alla radura
relitto d’occhi chiari all’orda senza tela.
La lente frana sull’inconsistenza dei sensi
insorti senza naso al controverso ambrato
metastasi di realtà da deglutire di netto
congetture limate d’aspetto fecondo
simili all’atteggiarsi sordo d’un gran signore
dietro il reale rantolo d’un impostore.

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