Inchiodo le mani
ad un silenzio
e gli occhi ad un muro.
Crocifiggo i pensieri nudi
come fossero di carne.
Ascolto il battito del cuore
e lo sento ribelle al petto,
Sono un piccolo ostaggio
nella prigione di un me stesso
avvezzo a un carceriere
che porta il mio identico nome.
Che indossa i miei abiti,
che si siede al tavolo
vicino alla finestra,
nella mia casa.
Ci esploriamo nello specchio,
carnefice e vittima
in un unico riflesso.
Fumiamo nervosamente
e ci copiamo gesti insensati,
ci scambiamo abitudini
nostro malgrado.
Coinquilini scomodi
di un'esistenza.

Commenti
L'uno che cerca di dominare l'altro.
Non saprei dire chi tra i due è il vero prigioniero.
Bravissima!
Un saluto da Ibla.