Stacco un petalo all'ombra
che scivola come velluto
oltre il mio corpo.
È come parlare con un sussurro
alla parte più intima dell'essere.
Che non ferisca gli occhi
una lama aliena di luce
mentre mi cullo
nella soffusa sera del cuore.
Questa pace che mi ricrea bambina
e mi accarezza con la dolcezza
di affusolate mani materne.
Un limbo che profuma di fiori.
E il mio accovacciarsi morbido
nell'utero del sogno.
Al fluttuare leggero
le membra vuote di peso,
piene di improbabile infinito.

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Profilo Autore: Sabyr  

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Commenti  

Ibla*
+1 # Ibla* 30-07-2019 17:52
Stupende immagini si creano da questi versi... E il naufragar m'è dolce in questo mare...
Un saluto da Ibla.
Sabyr
+1 # Sabyr 01-08-2019 19:40
Grazie Ibla. un caro saluto :-)
Simone
+1 # Simone 01-08-2019 06:54
Bella dall'inizio fino all' infinito di questa poesia ...un saluto Sabyr
Sabyr
+1 # Sabyr 01-08-2019 19:41
Ti ringrazio Simone , un saluto :-)

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