(Al tempo del coronavirus)

Tra le mani il niente
se non la speranza
di gocce frammentate
sgorgate dalla sapienza
e da assimilati tomi
di qualche romito vate
che dall’alto dell’olimpo
sputa sentenze
restando a debita distanza.
A loro la priorità
del diritto alla parola
e a noi poveri artigiani
l'illusione della parvenza
che tutto debba finire
così come è cominciato.
Non prendete atto
di queste mie parole
sono solo lo sfogo
e non la pretesa di un richiamo
per l’incontrollata paura
di quello che ci vive intorno.
La paura del subdolo
è la peggiore
lo è da sempre stata.
Allora non resta
che impadronirci di quel tempo
dando voce alla resilienza
per rinascere migliori.

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Profilo Autore: Antonio Girardi  

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