eran le dieci d'una ristretta sera
di quelle che ricordar fan male
Dolori come ceppi in brace
quelli che sorgono di rive in sogni
Eran l'ore di blasfeme trame
a bramar, della luce, suo tepore
come fosse giunco l'appoggiarsi mio al tempo
Volano chimere a dimorare

Commenti
Carla
Sei tornata più grande che mai.
Seppure esprimono dolore e delusione (almeno mi pare di capire) sono pur sempre splendidi, così come tu sei
Un caro saluto da Ibla.
Un saluto Aita bellissime Chimere le tue