Lontani ricordi
volati via.
volati via.
Ricordi di sogni lontani,
volati via.
Come le rondini
Come le rondini
all'arrivo dell'autunno.
Ciclamini appassiti
segno del tempo che passa,
senza di te.
Nulla sconfigge
la forza di combattere.
Perchè il dolore rafforza,
il dolore ti fa sentire sola.
La solitudine
ti aiuta a combattere,
giorno per giorno.
I ricordi
arricchiscono i giorni,
le notti,
i mesi,
gli anni.
12 commenti
Fiuuu
quanto tempo
per incontrare me stesso
in fronte a tutti
un fischio rotto
un rimbrotto
non lo dovevo fare
ho trovato un pezzo di pane
senza poterlo usare
uno spreco
un intento bieco
un intreccio libertino
un limare d'arrotino
e ancora fischi a continuare
crucciati sguardi
parlanti più di parole
eccomi
non fuggo
non brucio impotente
fiuu
mi son trovato ridicolo
in buona compagnia
amici
conoscenti
curiosi d'altra gente.
quanto tempo
per incontrare me stesso
in fronte a tutti
un fischio rotto
un rimbrotto
non lo dovevo fare
ho trovato un pezzo di pane
senza poterlo usare
uno spreco
un intento bieco
un intreccio libertino
un limare d'arrotino
e ancora fischi a continuare
crucciati sguardi
parlanti più di parole
eccomi
non fuggo
non brucio impotente
fiuu
mi son trovato ridicolo
in buona compagnia
amici
conoscenti
curiosi d'altra gente.
E mentre piove
l'Anima mia Piange;
i suoi Singhiozzi
sono i Sussurri del vento
ed i suoi fremiti
sono i miei Brividi.
La casa è vuota
come il mio Petto,
tutto sembra ovattato
anche lo scorrere
del Sangue nelle vene
sembra più lento.
La sensazione
è di vedere tutto da Lontano
pur essendo Cosciente
di essere realmente qui.
Momenti di vita vissuta
in modalità Automatica
dove il Corpo
non è Governato
ne dalla Ragione,
ne dall'Istinto;
ma soltanto dall'Abitudine.
Vengo travolto ed annegato
dal Silenzio
fuori e dentro di me.
Resta solo una figura umana
Immobile resto
privo di qualsiasi Scintilla,
unica Testimonianza certa
che qui una volta
vi era uno Spirito umano.
Un rivolo di speranza fluttua tra i ricordi,
giovin sogni nascono alle prime luci di una nuova alba,
tenendo la vita connessa al pensiero, ...
il più delle volte della materia prigioniero.
Il desio all'ardor appare fanciullesco,
all’alpe di un’epica antica battaglia.
Non so qual fosse il tempo del cammino,
nascosto nelle silenziose preghiere,
consumate davanti a statue di sale.
Brucia la cera, affumicando di nero la pala di un altare,
l’egida, suonando, esala il respiro dell’anima,
vestendola di un candido lindore.
Inedia accumulata nel perpetuare delle gesta,
i morsi delle fame non parlano,
ma dalle viscere s’impongono,
richiamando a obbedire l’effimero servo
che deve alimentar il corpo per far vivere l’intelletto.
giovin sogni nascono alle prime luci di una nuova alba,
tenendo la vita connessa al pensiero, ...
il più delle volte della materia prigioniero.
Il desio all'ardor appare fanciullesco,
all’alpe di un’epica antica battaglia.
Non so qual fosse il tempo del cammino,
nascosto nelle silenziose preghiere,
consumate davanti a statue di sale.
Brucia la cera, affumicando di nero la pala di un altare,
l’egida, suonando, esala il respiro dell’anima,
vestendola di un candido lindore.
Inedia accumulata nel perpetuare delle gesta,
i morsi delle fame non parlano,
ma dalle viscere s’impongono,
richiamando a obbedire l’effimero servo
che deve alimentar il corpo per far vivere l’intelletto.
Nella magica sfera ho visto:
desideri umanamente distorti
che con la purezza fanno a cazzotti
ché in ambizioni noi siamo maestri
e finemente
i mezzi tutti giustifichiamo
sotto bandiera di libertà.
Verso il peggio sempre diretti,
maestri di guerra che quelli di pace
scopriamo negli animali,
- il nostro cane o gatto ... che tace -
per poi nel nulla regnare sovrani
e cercare, nascoste, nuove avventure
per un'andrenalina che sale
se scende un'andreina
non è colpa nostra
- andreina era lei -
io sono solo tipo tosto
- con niente al suo posto -
ed ora ...
forse ... nascosta,
mi rode la voglia
del grande mostro ...
e senza esser mago!
Non metto confini al mio volo,
distendo ali nella pioggia
assaggio il cielo comunque
cadendo, risalendo, scivolando
sull'onda del vento
che sia amico o ostile
Qualcuno si arrende alle catene
Si lascia inchiodare al suolo
ma il mio corpo è una piuma di luce
il mio cuore ha ucciso
ogni sintomo di schiavitù,
alleggerito da inutili fardelli
non teme le correnti contrarie
le perturbazioni scuotono e vivificano
Trattengo il respiro
nell'apnea di un attimo
tutta la sua forza,
la vita che irrompe nelle vene
e io che conquisto altezze vertiginose
scevre di soffitti
Un essere meravigliosamente libero
distendo ali nella pioggia
assaggio il cielo comunque
cadendo, risalendo, scivolando
sull'onda del vento
che sia amico o ostile
Qualcuno si arrende alle catene
Si lascia inchiodare al suolo
ma il mio corpo è una piuma di luce
il mio cuore ha ucciso
ogni sintomo di schiavitù,
alleggerito da inutili fardelli
non teme le correnti contrarie
le perturbazioni scuotono e vivificano
Trattengo il respiro
nell'apnea di un attimo
tutta la sua forza,
la vita che irrompe nelle vene
e io che conquisto altezze vertiginose
scevre di soffitti
Un essere meravigliosamente libero
Scalza inciampo
in quel ricordo spensierato
di quando ero bambina
due trecce e un vestitino a fiori
oggi sono memoria.
Il tempo mi vestiva
di avventure
arrampicate
di allegro sole e mare .
A rompere i silenzi
panni stesi al sole
allegre trame di canti
che affacciavano sapori di pane .
che affacciavano sapori di pane .
Le voci erano i portali
ora l'ombra riflette .
Ci sono cose che mai dimenticherò
per la cura
che mi hanno dato
che mi hanno dato
balsamo del mio essere di oggi .
Anche se oggi
non è ieri
e non sarà mai più domani .

Foto web

Foto web
Pioggia ancestrale di piume leggere
Solleticate il mio viso in attesa.
Vermiglie foglie autunnali
Risaltano calde sulla nebbia opacizzante.
Le mie mani sporche di sabbia
Vibrano e come grida di gabbiani
Il cuore freme.
Salva l'anima da spine e rovi
Non ferirmi, non ancora
Che io possa sperare
In un turbinio di vento
Foriero di baci e languide carezze.
Note nocciola come frutti
Si frantumano sopra
Il muschio pensiero che ricopre
La mia essenza di bosco.
Solleticate il mio viso in attesa.
Vermiglie foglie autunnali
Risaltano calde sulla nebbia opacizzante.
Le mie mani sporche di sabbia
Vibrano e come grida di gabbiani
Il cuore freme.
Salva l'anima da spine e rovi
Non ferirmi, non ancora
Che io possa sperare
In un turbinio di vento
Foriero di baci e languide carezze.
Note nocciola come frutti
Si frantumano sopra
Il muschio pensiero che ricopre
La mia essenza di bosco.
Ho bisogno di persone che non hanno bisogno di me. Ho bisogno di un io che non ha bisogno di persone.
Sotto la pioggia è inutile frenare
Ripararsi non serve giusto bagnare
I ricordi più nitidi di giorni umidi
Dell’estate che lascia i lividi
Ho progetti DA REALIZZARE e chitarre da suonare
Note da scrivere e parole da tacere
Sotto la pioggia è inutile frenare
Ripararsi non serve giusto bagnare
I ricordi più nitidi di giorni umidi
Dell’estate che lascia i lividi
Ho progetti DA REALIZZARE e chitarre da suonare
Note da scrivere e parole da tacere
Accade che
si disfano le ore e respiro la sera
si disfano le ore e respiro la sera
mentre sfoglio le stelle
che sanno di pane
che sanno di pane
e la rugiada ha già lasciato la sua impronta.
Nel cielo
passi soffici vanno ad origliare i tramonti
per ritrovare cieli più azzurri e
incantare cuori più buoni .
incantare cuori più buoni .
Ed io respiro la sera
amando quel vuoto d'ali nel fiume
zittire il crepuscolo .
Forse verrà un suono ai vetri e
incontrerò la paura
forse vedrò un bagliore di luce
e incontrerò il coraggio .
In punta di piedi t'aspetto anima mia
colora la mia notte
ho troppi cristalli di memoria nel petto
che graffiano questo mio tempo .
Nel tuo sorriso fiorisco
tu...appoggiati a me .
Ho soffocato la mia rabbia nel dolore,
incamminandomi lungo sentieri tortuosi,
costeggiati da siepi di spine,
che trafiggevano la mia anima.
Ho lacerato a morte il mio cuore,
solo per una parola, chiamata amore.
Mi sono lasciato andare, inseguendo chimere,
che si consumavano come le sigarette,
restando solo, cenere e fumo,
che si disperdeva, con il vento
e mozziconi conficcati nelle piaghe, dei tradimenti subiti.
Ho lottato contro me stesso e la mia vita,
per qualche giorno d’amore,
morto puntualmente al calar del sole,
lasciandomi, impietosamente,
la notte senza dormire.
Randagia così è la mia vita,
al solo scopo di guarire da una ferita,
che solo l’eterno amore, l’anima mia, può far, guarire.
incamminandomi lungo sentieri tortuosi,
costeggiati da siepi di spine,
che trafiggevano la mia anima.
Ho lacerato a morte il mio cuore,
solo per una parola, chiamata amore.
Mi sono lasciato andare, inseguendo chimere,
che si consumavano come le sigarette,
restando solo, cenere e fumo,
che si disperdeva, con il vento
e mozziconi conficcati nelle piaghe, dei tradimenti subiti.
Ho lottato contro me stesso e la mia vita,
per qualche giorno d’amore,
morto puntualmente al calar del sole,
lasciandomi, impietosamente,
la notte senza dormire.
Randagia così è la mia vita,
al solo scopo di guarire da una ferita,
che solo l’eterno amore, l’anima mia, può far, guarire.
Non per gioco, ma per amore,
sei salita sull'ultimo treno della vita,
dove il cielo si confonde con l'infinito,
per scendere in una stazione senza indirizzo.
Con te porti lettere scritte, mai spedite,
tenute assieme da un nastrino rosa,
una fotografia sbiadita in bianco e nero,
memore della tua passata giovinezza.
Guardi le tue mani stanche
e i lividi ne han segnato il tempo,
cammini seguendo impronte fatte d’orizzonte,
aggrappandoti alla speranza dispensata dai tuoi occhi.
Se la felicità ha un nome, è quello d'un figlio,
seppur spesso te l’abbia rubata con lacrime,
in momenti inaspettati;
il destino ti scombussolava la sorte.
Vedrai nascere un’alba, tra la nebbia
che odorerà di fieno e grano,
aspetterai seduta il realizzarsi d’un sogno
intriso d’eternità e del suo profumo.
sei salita sull'ultimo treno della vita,
dove il cielo si confonde con l'infinito,
per scendere in una stazione senza indirizzo.
Con te porti lettere scritte, mai spedite,
tenute assieme da un nastrino rosa,
una fotografia sbiadita in bianco e nero,
memore della tua passata giovinezza.
Guardi le tue mani stanche
e i lividi ne han segnato il tempo,
cammini seguendo impronte fatte d’orizzonte,
aggrappandoti alla speranza dispensata dai tuoi occhi.
Se la felicità ha un nome, è quello d'un figlio,
seppur spesso te l’abbia rubata con lacrime,
in momenti inaspettati;
il destino ti scombussolava la sorte.
Vedrai nascere un’alba, tra la nebbia
che odorerà di fieno e grano,
aspetterai seduta il realizzarsi d’un sogno
intriso d’eternità e del suo profumo.
La rabbia sale e ti fa male,
al cuore non puoi comandare,
cammini urli e gridi, ti vuoi liberare,...
ma l’amore e lui a comandare.
Cerchi di non pensare vuoi
dimenticare, esci con gli amici,
ma il cuore non ti lascia ed un
solo pensiero ti riporta, a quello
anche se ti fa male e vuoi dimenticare.
Aver scoperto che non era un sogno
ma hai iniziato a vivere e amare.
al cuore non puoi comandare,
cammini urli e gridi, ti vuoi liberare,...
ma l’amore e lui a comandare.
Cerchi di non pensare vuoi
dimenticare, esci con gli amici,
ma il cuore non ti lascia ed un
solo pensiero ti riporta, a quello
anche se ti fa male e vuoi dimenticare.
Aver scoperto che non era un sogno
ma hai iniziato a vivere e amare.
Se conto le parole che scrivo
se penso all’amore che ho dentro,
alle emozioni che sopprimo
e ai sorrisi che sfuggo,
la stanchezza m’assale.
E penso a dormire,
sognando di morire.
Da piccolo, ricordo,
per salvarmi m’ergevo da terra
sino a toccare il cielo.
Per poi tuffarmi sott’acqua
con la donna dei miei sogni
a esplorare, sdraiati, il profondo del mare.
se penso all’amore che ho dentro,
alle emozioni che sopprimo
e ai sorrisi che sfuggo,
la stanchezza m’assale.
E penso a dormire,
sognando di morire.
Da piccolo, ricordo,
per salvarmi m’ergevo da terra
sino a toccare il cielo.
Per poi tuffarmi sott’acqua
con la donna dei miei sogni
a esplorare, sdraiati, il profondo del mare.
E’ prova ardua
il tuo volerti elevare
verso alti cieli
ambendo
quella libertà dell’anima
che da tanto tempo aneli.
Ma le tue ali di carta
sono troppo deboli
per innalzarti in alto
verso la volta celeste.
Ti dibatti costantemente
in un buio arcano
che affligge i passi dei giorni
catapultandoti
nel mediatico trambusto
insulso dell’esistenza.
Ad ogni respiro speri
di riuscire a ribaltare
quel masso in fondo al cuore
che angoscia e opprime
ledendo il fiato
come per dire addio
al mondo.








