Un passo dopo l'altro
lentamente,
con il respiro affannato,
la paura del dopo,
prima,
durante.
Si sovrastano mille dubbi,
mille pensieri,
che si frantumando in un istante,
quando tutto crolla,
tutto perde coscienza,
in un vortice d'immensità.
Tutto finisce,
tutto crolla,
ne prima,
ne dopo...
ed é li
in quel piccolo
paradiso nascosto
che riprende la vita,
rinasce la vita.
Li in quell'angolo immenso
é puro,
dove tutto é nato,
tutto é iniziato,
tutto muore...
su quel filo
dell'equilibrio
ormai spezzato.
16 commenti
Vane le ali di carne
per chi sa che essa
è misera davanti all'infinito
pelle destinata ad avvizzire
come un petalo
e piume caduche
Il destino perfino delle aquile
il mio volo inizia dalle viscere
di un sogno che si guadagna
palmo a palmo il cielo
non senza dolore e sforzo
il mio decollo nel cuore del divino
è frutto di espiazione
un amplesso con l'immenso
per chi sa che essa
è misera davanti all'infinito
pelle destinata ad avvizzire
come un petalo
e piume caduche
Il destino perfino delle aquile
il mio volo inizia dalle viscere
di un sogno che si guadagna
palmo a palmo il cielo
non senza dolore e sforzo
il mio decollo nel cuore del divino
è frutto di espiazione
un amplesso con l'immenso
Spettro è l'attimo e nell'anima si fonde
oltre fiati tipizzanti e fari al molo
i latrati che falcidiano l'erba del mio essere
e il respiro, lievità, la sinusite vince
e destrezza normale soffoca
il dolce mio ronfare
di brume e pallore di presenze
in fumosi disastri brevi; Lievi cieli
e grevi ampiezze di spazi misurati
mentre giocano ad amamzzarsi
i sentimenti più sghembi
spazio corazza tu,
essenza sopraffino, mio me stesso
che vivi in me nell'alto profondo abisso
nel giardino del dolore gioioso
nel vetusto, logoro abisso, nella penombra alla luce del sole
per cui muovi il metro più nudo
o la fuga al punto del mio continente.
Eburnea crostale, verso i fiumi che sfociano all'oceano
su ebbrezze tavole da cavalcare l'onde
rapida in febbrile duranza , m'abito in fretta in me
m'offro da bere e fumare
come chiostri e limiti scapolari di nero.
Nero come l'eclissi della luna, del sole, della mia vaga atrocità
dal toracale al senno, al folle sentimento nuovo
di noi vita d'attimo, noi esiziale affondo
nel guasto d'apogei in maceria infinita, tra banchi di lavoro
e disossati amori imprevisti
o pionieri d'un denso liquore di me stesso divenire o
essere solido,
endemico buio siderale.
Tra galassie sconosciute che non s'attraversano
mi inebri di silenzio razionale
che sa urlare nelle mie
ore di vita. Circa 25 al giorno
per passare ad essere poi
tenera
cenere
rovente
Nel buio della notte
tutto è più intimo, intenso, sofferto
rumoreggiano aliti di vita
che al chiaror del giorno svaniscono
Il tichettio dell'orologio
scandisce i minuti lentamente,
tartarughine appena nate
che verso il mare corrono per sopravvivere,
così lentamente sopravvivo
all'abbraccio del sonno che amarmi non vuole
Il legno dei mobili schricchiola,
pare prendere vita e parlare
una lingua dal suono dolce, rassicurante,
una carezza che avvolge la stanza
come il calore dei ceppi in un camino
La tenue luce scalfisce la finestra
dona un'atmosfera eterea, serena
ogni piccolo oggetto più bello,
luminoso racconta un pezzo di me
In quel buio mi ninno, infante di un tempo che fù
rivedo il viso dei miei diletti,
sento un sussurrar di voci care,
una dolce melodia che dal cielo scende
invade il mio cuore, alimenta il battito
sorrido seppur la tristezza gli occhi vela
Sento tanto amore intorno, emozione allo stato puro …
Il sole riempie la stanza
un altro giorno per affacciarsi alla vita
respirarne appieno il profumo ...
sa di speranza
tutto è più intimo, intenso, sofferto
rumoreggiano aliti di vita
che al chiaror del giorno svaniscono
Il tichettio dell'orologio
scandisce i minuti lentamente,
tartarughine appena nate
che verso il mare corrono per sopravvivere,
così lentamente sopravvivo
all'abbraccio del sonno che amarmi non vuole
Il legno dei mobili schricchiola,
pare prendere vita e parlare
una lingua dal suono dolce, rassicurante,
una carezza che avvolge la stanza
come il calore dei ceppi in un camino
La tenue luce scalfisce la finestra
dona un'atmosfera eterea, serena
ogni piccolo oggetto più bello,
luminoso racconta un pezzo di me
In quel buio mi ninno, infante di un tempo che fù
rivedo il viso dei miei diletti,
sento un sussurrar di voci care,
una dolce melodia che dal cielo scende
invade il mio cuore, alimenta il battito
sorrido seppur la tristezza gli occhi vela
Sento tanto amore intorno, emozione allo stato puro …
Il sole riempie la stanza
un altro giorno per affacciarsi alla vita
respirarne appieno il profumo ...
sa di speranza
Poi ti accorgerai
che sei fuori dalla vita
come un elefante bianco
che non trova il suo cimitero
lo capirai da solo
altri per pietà non diranno
hai voglia a cercare una via
gli hanno cambiato nome
hai voglia a cercare
quel tuo compagno di scuola
non abita più qui
cerchi di ripartire e i tuoi voli
sono stati cancellati
incontri gli occhi di una donna
e senti che i tuoi si sono spenti
nella tua terra c’è ancora luce
e semi nei granai
ci sono rose azzurre e fiori bianchi
ma come le stagioni
pronti a perdersi nel sole.
“Ho bisogno di nuvole
il sole non si addice
al mio stato d’animo”.
che sei fuori dalla vita
come un elefante bianco
che non trova il suo cimitero
lo capirai da solo
altri per pietà non diranno
hai voglia a cercare una via
gli hanno cambiato nome
hai voglia a cercare
quel tuo compagno di scuola
non abita più qui
cerchi di ripartire e i tuoi voli
sono stati cancellati
incontri gli occhi di una donna
e senti che i tuoi si sono spenti
nella tua terra c’è ancora luce
e semi nei granai
ci sono rose azzurre e fiori bianchi
ma come le stagioni
pronti a perdersi nel sole.
“Ho bisogno di nuvole
il sole non si addice
al mio stato d’animo”.

Migro lontano da me stessa
con gli occhi velati
attraverso aridi deserti.
Vento di scirocco
m'avviluppa come cappa.
Attorno a me tutto scorre
e tutto s'adagia
in una silente solitudine.
Solo la voce del vento sibilante
nell'accompagnarmi
in questo squallido cammino
pare voglia parlarmi
frustando le mie brucianti ferite
nel mio stanco arrancare
in questo enigmatico errare...
Evanescenza di calici
vino o spumante
tavola di cristallo e musica da piano bar
mentre il disco cantava
t'ho arruginita fino a sentirti
sfinita
e le forchette per il riso
e le parole a bocca piena
bottiglie stappate
tovaglioli volanti
e tu con la testa che ti gira
ti stendi.
Mi son chiesto:
Sarai mai
più che possessione
e altro spreco di carne,
annuso te
come docce e vagine calde
per farne mia tortura, da quel mare tuo più acerbo
falcidiato dai deserti, senza saper nuotare
m'affogo con piacere, tra i tuoi seni
i tuoi sensi.
salendo umida la mia quota più dura,
Poi restai a guardarti sorridere e bere
bevvi anche io, sorsi di tua passione
e schizzi di peccato
T'ammirai mentre discorrevi il tuo sonno
afferrai il tuo respiro
senza mai innamorarmi
m'alzai timido ti guardai
e i bicchieri ricolmi
e le bottiglie ormai calde
ma bevvi d'acqua e mangiai di carne
mentre pensieri fissavano il tuo ricordo banale
non ci dicemmo mai i nomi
salutai la mia stanza
non volli più rivederti
nel peccato ma i tuoi seni
sudati
s'appisolarono poi, per una notte
tra le mie labbra
vino o spumante
tavola di cristallo e musica da piano bar
mentre il disco cantava
t'ho arruginita fino a sentirti
sfinita
e le forchette per il riso
e le parole a bocca piena
bottiglie stappate
tovaglioli volanti
e tu con la testa che ti gira
ti stendi.
Mi son chiesto:
Sarai mai
più che possessione
e altro spreco di carne,
annuso te
come docce e vagine calde
per farne mia tortura, da quel mare tuo più acerbo
falcidiato dai deserti, senza saper nuotare
m'affogo con piacere, tra i tuoi seni
i tuoi sensi.
salendo umida la mia quota più dura,
Poi restai a guardarti sorridere e bere
bevvi anche io, sorsi di tua passione
e schizzi di peccato
T'ammirai mentre discorrevi il tuo sonno
afferrai il tuo respiro
senza mai innamorarmi
m'alzai timido ti guardai
e i bicchieri ricolmi
e le bottiglie ormai calde
ma bevvi d'acqua e mangiai di carne
mentre pensieri fissavano il tuo ricordo banale
non ci dicemmo mai i nomi
salutai la mia stanza
non volli più rivederti
nel peccato ma i tuoi seni
sudati
s'appisolarono poi, per una notte
tra le mie labbra
Mi piacerebbe scrivere una canzone
Di grande impatto sociale e politico
Che faccia così
O Signore, perché non mi compri una Bicicletta
I miei amici guidano tutti le Porsche, devo fare ammenda
Ho lavorato duro per tutta la mia vita, nessun aiuto dai miei amici
Quindi Signore, perché non mi compri una Bicicletta
O Signore , perché non mi compri una TV a colori
di quelle grandi che arredano la parete, li nella sala grande
una TV al PLASMA, schermo piatto, piatto come il mondo
"grande stronzata reality" sta cercando di contattarmi
Aspetto per la consegna ogni giorno fino alle tre
Quindi o Signore, perché non mi compri una TV a colori
O Signore, perché non mi compri una serata in città
in questa città dei balocchi, dove polvere e vento
li tocchi e li baci, dove gli amici e gli amori ho incontrato
dove un giorno d'autunno sono nato.
Signore, perchè questa città non la rendi d'oro
dove posso guardare e disprezzare loro
quegli in giacca e cravatta che salgono le scale
che hanno tutti una Porsche...
Conto su di te, Signore , per favore non mi deludere
Prova che mi ami, e offri il prossimo giro
poi ti porto con me a cena...in quel campo di cipressi
O Signore , perché non mi compri una serata in città
tu che puoi, che sei venuto a salvarci e t'hanno ammazzato
O Signore, perchè non mi compri i miei consensi
bastano poche centinaia di Euro
so che mi vuoi al tuo fianco alla tua destra, della tua destra
ma perchè non mi compri questa città
Squinzano non vale i soldi, vale una bici,
vale la solitudine dei miei migliori amici
Di grande impatto sociale e politico
Che faccia così
O Signore, perché non mi compri una Bicicletta
I miei amici guidano tutti le Porsche, devo fare ammenda
Ho lavorato duro per tutta la mia vita, nessun aiuto dai miei amici
Quindi Signore, perché non mi compri una Bicicletta
O Signore , perché non mi compri una TV a colori
di quelle grandi che arredano la parete, li nella sala grande
una TV al PLASMA, schermo piatto, piatto come il mondo
"grande stronzata reality" sta cercando di contattarmi
Aspetto per la consegna ogni giorno fino alle tre
Quindi o Signore, perché non mi compri una TV a colori
O Signore, perché non mi compri una serata in città
in questa città dei balocchi, dove polvere e vento
li tocchi e li baci, dove gli amici e gli amori ho incontrato
dove un giorno d'autunno sono nato.
Signore, perchè questa città non la rendi d'oro
dove posso guardare e disprezzare loro
quegli in giacca e cravatta che salgono le scale
che hanno tutti una Porsche...
Conto su di te, Signore , per favore non mi deludere
Prova che mi ami, e offri il prossimo giro
poi ti porto con me a cena...in quel campo di cipressi
O Signore , perché non mi compri una serata in città
tu che puoi, che sei venuto a salvarci e t'hanno ammazzato
O Signore, perchè non mi compri i miei consensi
bastano poche centinaia di Euro
so che mi vuoi al tuo fianco alla tua destra, della tua destra
ma perchè non mi compri questa città
Squinzano non vale i soldi, vale una bici,
vale la solitudine dei miei migliori amici
Lamenti percorrono la mia mente
come Spiriti irrequieti che guizzano
nel fondo torbido di un pozzo.
Vorrei ma non posso.
Tento di salvare tutti,
ma non penso mai a me stesso,
forse perché m’illudo
che ci sia qualcuno da qualche parte,
che tenga a me e che voglia il mio bene.
Nessuno piange mai per me,
nessuno versa mai una lacrima per il Cattivo.
Istericamente rido di me stesso
e della mia condizione,
nell’involontaria spirale situazionale in cui sono.
Perché posso, ma non voglio.
Devasto il mio essere cercando di essere
più freddo ed impassibile.
Sogno la coscienza del rettile
che con il suo sguardo vitreo
resta sempre illeso negli scontri emozionali
che ogni giorno
devastano la psiche di tutte le persone del Mondo.
Sono e resto Niente,
mentre guardo il Male che guizza nel bicchiere
e bevendo non faccio altro che immergermi
con il fine ultimo di essere portato alla deriva
ed infine annegare in questo Mare
che altro non è che
il mio Rancore Morente.
Stava proprio sotto alla cascata
di glicini, la mia panchina
nell'angolo perfetto.
Immersa in letture
scelte per me da qualcuno,
lieta passavo le ore
assegnate alla gioia.
Appena più in là
un ardere di vita
frenetici giochi,
rumore d'infanzia.
Cristalline voci
mi chiamavano a sè.
Ma c'erano mondi
tra le mie mani.
Stanze segrete
di cui ero la porta.
Quanto sognai!
Sola, tra il vivere
di tante compagne.
Caro tempo perduto
dentro il nulla
di ogni dopo.
Sogni ricamati
da un cuore fanciullo.
Tornate a me!
Per darmi letizia.
Che io ancora sia porta
di mondi sconosciuti.
E nel vagare sereno
incontri il bambino
che per primo
iniziò il mio viaggio.
di glicini, la mia panchina
nell'angolo perfetto.
Immersa in letture
scelte per me da qualcuno,
lieta passavo le ore
assegnate alla gioia.
Appena più in là
un ardere di vita
frenetici giochi,
rumore d'infanzia.
Cristalline voci
mi chiamavano a sè.
Ma c'erano mondi
tra le mie mani.
Stanze segrete
di cui ero la porta.
Quanto sognai!
Sola, tra il vivere
di tante compagne.
Caro tempo perduto
dentro il nulla
di ogni dopo.
Sogni ricamati
da un cuore fanciullo.
Tornate a me!
Per darmi letizia.
Che io ancora sia porta
di mondi sconosciuti.
E nel vagare sereno
incontri il bambino
che per primo
iniziò il mio viaggio.
Non m’importa se, con me,
il destino è stato avverso
e mi ha presentato un conto ...
che mi aspettavo diverso
ma, nonostante tutto,
ho perseverato nel voler vedere il cielo terso,
lasciando portare via dal vento
le nuvole che mi facevano star male
e influivano sul mio morale.
Ho voluto continuar a credere
che ogni giorno nuovo sia, da ieri, diverso,
alimentando con amore
la mia rinascita interiore
che, come linfa solare, mi ricarica
d' energia molecolare,
con la quale, nello spazio più profondo,
poter arrivare a conoscer la geometria spaziale
e, analiticamente, capire se la subcoscienza
si lascia, dalla coscienza, soggiogare,
oppure no,
svincolandomi così dal male
di non essere frutto del peccato originale,
ma solo scintilla primordiale
il destino è stato avverso
e mi ha presentato un conto ...
che mi aspettavo diverso
ma, nonostante tutto,
ho perseverato nel voler vedere il cielo terso,
lasciando portare via dal vento
le nuvole che mi facevano star male
e influivano sul mio morale.
Ho voluto continuar a credere
che ogni giorno nuovo sia, da ieri, diverso,
alimentando con amore
la mia rinascita interiore
che, come linfa solare, mi ricarica
d' energia molecolare,
con la quale, nello spazio più profondo,
poter arrivare a conoscer la geometria spaziale
e, analiticamente, capire se la subcoscienza
si lascia, dalla coscienza, soggiogare,
oppure no,
svincolandomi così dal male
di non essere frutto del peccato originale,
ma solo scintilla primordiale
Al primo chiarore dell'alba
son di nuovo in partenza
ripartito fra spigoli di rabbia
ed emanazioni d'indifferenza
Sbircio l'immagine inimmaginabile
di me stesso presente in un posto
e nel contempo assente in altro
ricordato o forse dimenticato
Taglio strati di mondi sovrapposti
emergo in un sol corpo e non mi basta
irrompere vorrei in altre erranze
racimolare bocconi di speranza.
Un uomo,
sulla lontana riva
sulla lontana riva
brontola gli antichi addii,
gli ultimi guizzi da viandante,
la sua vitalità oscillante.
Nel tempo borghese
d'allegria appannata,
brontola, con pena
il suo sogno retrò
e l'idea chiara di mondo,
(il suo mondo che frana).
il suo sogno retrò
e l'idea chiara di mondo,
(il suo mondo che frana).
Sfalzata la simmetria dei piedi,
divisa anche la fronte:
nella compresenza di opinioni
i due opposti non sono più l’alternativa.
Nulla si muove nel prolungato inferno,
e non vi è lode
( per Colui … l’Eterno!)

Anima chi sei?
Prigioniera coatta
in questo corpo
o carceriera beffarda?
Dimmi se t'incontrai
per pura sorte
oppure mi cercavi.
Se prima di me
hai avuto altri pensieri.
Dimmi se eri mia
anche quando non c'ero!
Se è vero anima mia
tu fammi leggero
quando ti peso.
Prigioniera coatta
in questo corpo
o carceriera beffarda?
Dimmi se t'incontrai
per pura sorte
oppure mi cercavi.
Se prima di me
hai avuto altri pensieri.
Dimmi se eri mia
anche quando non c'ero!
Se è vero anima mia
tu fammi leggero
quando ti peso.
Mai piatta
la mia vita!
Ha sempre camminato
con me il vento .
Abito
dove soffia
incessantemente .
Zefiro
a confondere ...
Maestrale
a scompigliare...
Tramontana
ad intorpidire...
Capita
che lo scirocco mi fiacca.
E penso ai giorni
di tutti i giorni
quanta aria !
Mescolanza di essenze ,
aeriforme, umida, pura e luminosa,
indispensabile ...
E come lei
un soffio e via...
la mia vita!
Ha sempre camminato
con me il vento .
Abito
dove soffia
incessantemente .
Zefiro
a confondere ...
Maestrale
a scompigliare...
Tramontana
ad intorpidire...
Capita
che lo scirocco mi fiacca.
E penso ai giorni
di tutti i giorni
quanta aria !
Mescolanza di essenze ,
aeriforme, umida, pura e luminosa,
indispensabile ...
E come lei
un soffio e via...











