Io sono l'amore

e mi dispiace per voi

che ancora cercate

nella sabbia il tramonto

e nel tramonto la luce

per accendervi il cuore.

Io sono il fiore

cresciuto a fatica

nelle fessure dei muri

e ho assaggiato

il veleno del ragno

per cercar di capire

se è più dolce di me

e del mio tarlo.

Io sono il dolore

che ho visto negli occhi

di mio padre e mia madre

nelle notti di Giugno

quando fuori le ombre

erano stelle filanti

che danzavano nel cielo

e sembravano Angeli.

Io sono l'amore

e ho ingoiato a fatica

l'incenso del tempo

per potere volare

vicino al fianco di Dio

calpestando la luna

in un'alba non più mia.



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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Palindrome sequenze

di un volo a mezz'aria
vuoto l'intorno
sospesi respiri
nel restio fraseggio.
virgulti nuovi
s'intrecciano innalzandosi
vacue speme
come tremori

non danno risposte
e sale verso il cielo
nebbia e sussulti.
rumori fischiano
e portano lontano
nel mezzo del cammino.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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La mia anima è così stanca da non udire i sordi rintocchi,
l’ispirazione svanisce come il giorno che fu’,
comincio a sognare, ecco la città dei balocchi,
però percepisco il frinire delle cicale, fruu fruu.


Mi trovo sempre nel mezzo, inadatto alla situazione,
da una parte tira la Vita, dall’altra non demorde il tormento:
eccomi,giovane treno stanco e ritardatario arriva in stazione,
si sentono i freni arrugginiti stridere in un doloroso lamento.


Giostre dai mille colori dipingono e profumano l’aria,
i pagliacci che rallegrano i fanciulli mi scavano un buco nel cuore
essi mi intimoriscono ed io scappo,gallina solitaria nell’aia:
allegro il trucco,ma nasconde un viso scavato dal dolore.


Forse mi somigliano! Esiste un mondo libero dalle consuetudini?
Indosso una maschera che snatura le mie normali abitudini.
Provo a strapparla con ogni mia forza, ma essa è parte di me;
pagliaccio anche sotto, forse siamo uguali io e te,
senza un posto dove stare come la crema senza un bignè.





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Profilo Autore: manny  

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Paranoici pensieri scritti su dei fogli di carta,
ripetuti giornalmente, come fossero un Mantra,
parole sempre uguali,
seppur ogni giorno, per vergarle, vengano girate e rigirate,
esprimendo sempre lo stesso concetto.
Egoistici esibizionismi dell’apparire,
fatti del dire e non dire,
milioni di poeti e scrittori,
danno sfogo alle loro menti drogate d’inchiostro,
su incolpevoli fogli di carta bianca,
riportando annotate le loro pazzie.
Non vi è silenzio che copra il fruscio della scrittura dei dannati nell’anima,
che stanno a scimmiottar i sommi poeti,
rincorrendo il sogno di un libro pubblicato,
per essere a loro volta, annoverati nell'effimera gloria.
Sian intellettuali forbiti dalle eleganti parole,
oppure ignoranti dal semplice scrivere,
passano ore nel voler raccontare al mondo quello che si nasconde dentro di loro,
elaborato e dettato dalla mente o dal cuore.
Milioni di parole che qualcuno forse leggerà
e, in fretta, dimenticate subito le avrà.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Hai presente il mare quando e' calmo?
quasi sembra fermo
lento sciabordio
giunge a riva
a lambire sabbia o scogli
li accarezza e si ritrae
lasciando il suo bacio.
leggera schiuma si forma
e raccoglie sul cammino.
la sua voce è mormorio
che s'ode..a ripetersi
e il suo profumo ti pervade
lo respiri.
quando il mare e' cosi

la mia anima tace, si calma e riposa
di blu si dipinge
e fa a gara con il cielo.
hai presente il mare?
vive mi dà pace
perpetuo ritmo d'onde dentro me.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Svio pensieri
in tutte le distanze arrese
ed in tutte le stanze arse
ghiacciate dal nebbiolo
volli i miei stalli di cielo
alterandomi le manie;
se vuoi resto integro di voluttà spente.
E, stanza, ripetimi la notte
e quanto d'ombre a interferenza piana, appai;
(ho paura di usarmi le stelle a doppia punta, sopra).
Quasi è giorno, muoio; erigimi a festone
in chiavi d'arido schema
e scrollami.
M'indossai su di me
in notti freddamente calde
scesi milioni di anni
per concepire il presente
ad uno ad uno
restai nudo
sull'oltretomba ad osservare
la falce bianca danzare
ed è qui che mi fermo
amandoti più dell'odio
come i miei strali astrali
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Profilo Autore: fgl  

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Distratta
accompagno il sorriso
spigoloso, trattenuto. 

Notti trasparenti
fanno i conti
con la vita. 

Attendo
il
tramonto. 

Mi sconvolge
sentirmi defraudata
dell'amore.

Mi devasta
non aver
la fonza di reagire. 

Aspetto l'orizzonte
che mi porterà
il sole. 

Quando le nuvole
se ne andranno volerò alto
al di là della vita.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Solletica, il cuore,
senza pensare alla luna
che culla le smorfie
dell'aspettare.
Tratteggio i passi
sofferti dai forse,
per farmi spazio
all'interno del vero,
e ricominciarti daccapo
prima dell'attimo,
dopo il nero silenzio...​
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Profilo Autore: Ryan  

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Alchè  librando artigli
coriandoli graffianti
m'accingo a bere il cibo
che mi fu rubato
negando escrescenze
e falò
Seppi rompere il tempo a clessidra avviata
su giacigli fatti ghiaccio
nei tempi dei tempi
del tempo che tempo non fu
mai più
a guardare le ore passare
inimicizia incallita
suonando laconiche
malinconie
per salutare per sempre
questo globo materiale
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Profilo Autore: fgl  

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C’è stato il tempo di un sogno mai avverato,
c’è stato il giorno del pianto e del sorriso,
quando i pensieri garrivano,
tra i refoli di un vento di maestrale.

Mille pensieri pronti già a salpare,
per lidi colorati, tra suoni accattivanti,
e mille, mille volti sorridenti.

Levata l’ancora ora tutto accade,
nel primordiale caos ti trovi a navigare,
ti bacia lieve zefiro,
 l’onda ti culla in questo calmo mare.

Continua il sogno dietro gli occhi chiusi,
di amori mai arrivati,
e luoghi mai guardati.

C'è stato un tempo da cui tu vuoi fuggire,
e a piene mani di vita vuoi morire.

C’ è ora un tempo,
il tuo,
ed  è arrivato il giorno di partire.

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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Sai
la fine a volte sfugge d'incatenate cime

Dicono che è colpa del gorgogliar d'un rio 
ed altri dello sguardo che non rammenda pezze
ma noi sappiamo già che il nuvolar di stenti -sovrastare vigne-
si tende inquieto e salubre a proferir carezze
e nell'udir angelico il gesto d'intonare
note -allungandosi ricreando un canto-
or cade nella selva dei desideri incolti
nel nascere ghirlanda che dall'amore chiede
muto bianco



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Profilo Autore: Aita Carla  

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Non smettere mai di bussare a quella porta,
dove chi ti risponde è solo e sempre il silenzio,
dicendoti qui non c’è nessuno.
Non smettere mai di amare il mare,
perché le sue onde distruggono i tuoi castelli di sabbia,
tu continua rifarli, un giorno potrà essere calmo
e in piedi, potranno restare.
Non smettere mai, di sognare di voler volare.
Sai già che non si può vivere nei grattaceli fatti in aria,
quello è il mondo dei sogni, anche se tu ci vorresti abitare.
Continua a sognare case di cui i muri, fatti di cartapesta,
si sgretolano sotto la pioggia ed il vento.
Ma vivere è anche soffrire.
Non smettere mai di credere nell'amore.
Lo zingaro che ti ha fatto le carte è mentitore,
lui non ama, ma ruba l'anima,
per andarsene via, poi, con il tuo cuore.


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Profilo Autore: Horion Enky  

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Si conclude il giorno
sotto forma di parole
sequele ad effetto
per volere
ma poi cosa resta?
di sensazioni  buttate
come frutti mature
son cascate.
occhi aperti a guardare nel mondo

processioni e incantesimi
strappi e ricucite

come tramonti senza sole
prendi petali e componi un fiore
sotto ali d'angeli senza nome
ora arriva la sera
e nel tuo canto non sarà piu' nera
filugelli e ragnatele
a proteggere il cuore.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Come potrei essere diverso,
quando nei miei passi c’è tutta la mia storia
che gli occhi hanno visto e raccontato al cuore....
Come potrei essere diverso da quello che sono,
essendo il frutto di quello che ho imparato,
non potrei rinnegare me stesso, per qualcosa che ho fatto di sbagliato,
ma solo ricercar, dentro di me, l’umiltà
e ammettere di aver errato.
Come potrei non essere un uomo,
avendo preso il nome da mio padre e io, ad un figlio, averlo tramandato.
Come potrei essere diverso,
se i miei passi non mi avessero portato lontano,
ora sarei solo prigioniero delle altrui parole,
le cui mi avrebbero fatto diventar diverso da quello che sono.
Un uomo che guarda al futuro.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Ho tentato inutilmente di dimenticare,
come se fosse possibile per me vivere nell'oblio.
Purtroppo ogni volta che chiudo gli occhi
mi ritrovo con le pupille fisse su un finestrino
mentre sento un corpo estraneo pulsare su di me.
Non riesco mai a dimenticare i dettagli scabrosi,
sono demoni che mi tormentano sotto ogni letto vuoto.
Nemmeno piangere o implodere in piccoli cerchi
ha aiutato granché, mi sono annullata sperando di cambiare forma e nome.
Il momento peggiore era la notte, socchiudevo le palpebre
e cadevo in finta apparenza in uno stato di calma apparente.
Eppure le sue mani ingrate e rugose tornavano a farmi visita
pronte a strappare via quello che avevano lasciato per dessert.
Ho iniziato a temere le mani del mio stesso sangue
come se fossero capaci di tale oscenità
e al contempo ogni mano appartenente a un secondo cervello pensante
mi terrorizzava nel mio profondo più cieco.
Stringersi in posizione fetale fra le lenzuola gelide
ha solo spostato il mio vuoto un centimetro più in là.
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Profilo Autore: Deborah Bilello  

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