se respiro c'è di aliti di vita nuova!
Rotolarmi nella ruvida zolla della mia terra
e del suo ferro ritemprarmi,
ancora!
No lacrime, no!
Non piangere lacrime,
non arrugginire mio ferro!
Pianto dell'anima, sì,
che di dolore si vive e si può morire.
Silenzio!
Stringere nel silenzio tutto ciò dal silenzio arriva
e avvolgere di ricordi la mia mente
e di lamenti il mio povero cuore.
Lamenti sottili,
lame finissime,
mi attraversano.
Gomitolo, mi richiudo,
nei grovigli del mio dolore!
Come un bicchiere di puro cristallo
che, le mie grida possono rompere
in mille schegge di luce
così la mia fragile essenza
s'infrange contro muri di pietra
e si rompe
lasciando solo l'ombra della mia anima che vibra
un fiore senza acqua
in un deserto di solitudine
Costruiscono ponti mentre li percorrono;
Più in alto stai più fa paura;
Ma loro continuano a costruire e camminare non curandosi delle altezze ma godendo dei panorami
Quanto posso imparare dai bimbi;
Anche io posso correre e costruire se Tu mi tieni la mano;
Allora la paura serve solo a riempire di attenzioni la mia strada.
Forti e immonde.
Relancer!

una giostra di sogni
un castello di carte che cade
una vela distrutta nella tempesta
di un mare che non c'è
È tutto qui
una stella morta da secoli
ti inonda di luce ora
nello splendore vuoto...
Mi chiedo semmai
se sia davvero nata
nell'inganno del tempo...
E i sensi mi truffano di continuo
inventando il mondo per me
Gioco psichedelico
tra sprazzi di pallida coscienza
in cui riemergo e mi rendo conto
che è davvero tutto qui
dove non c'è nulla...
Allucinazione perfetta
La vita a che serve la vita
se nel buio ci vivi
e sai di non poterne uscire.
Certo che l’amore
quello non t’ha mai abbandonato
anzi ha combattuto con te
fino alla fine.
Il sole, i colori
ti mancano da un po’
ora potrai finalmente accarezzarli
perché il buio s’è spento
i tuoi occhi ora vedono
e sai che la vita continua
proprio dove tu l’hai finita…
dai sentieri disfatti e pensieri sparsi su tutte le cose.
Bagnata da questo mio tempo
La terra che indosso
ha il sapore del mare
L'inverno
ha cornici di passi lenti sulla neve
una tovaglia colorata appesa al sole

Seppellirò ogni mio rancore
ogni mio spasmo di vento
sotto terra e radici
nasconderò l'anima al mondo
in attesa della luce
chiuderò gli occhi per non vedere
il mio corpo che brucia
tra tizzoni ardenti e cenere
serrerò i pugni pronti a combattere
contro il dolore e riempirò
lo spirito di acqua purificatrice
acqua salata come lacrime
parlerò senza inibizioni
griderò
pezzetti di me spargerò come sabbia
sono solo un'evanescenza
che vibra nell'aria
in perpetuo mutamento
gli occhi lucidi,
ma che stupidi,
per ogni singola
goccia che cola
si stringono,
liberando un sonoro,
ma sincero
pianto
Quanta amarezza
racchiusa
in qualsiasi lacrima
che bagna il mio viso,
togliendomi il sorriso
e infondendomi tristezza
Una luce.
Là in fondo.
Un debole, fioco lumino.
A volte lo vedo,
altre no.
Prima era più intenso,
ora molto meno.
Pochi secondi.
Qualche breve attimo.
Bello, finché è durato.
Ma ritornerà.
Potrei uscire di qui.
Forse non lo voglio abbastanza.
Lo voglio?
Non lo voglio?
Chissà...
Sono seduto.
La roccia è fredda.
La grotta è buia.
La luce è tornata.
Sempre laggiù.
Lontana e opaca,
ma c'è.
Che faccio?
M'incammino?
No,
troppo rischioso.
E se quella non fosse l'uscita?
Forse è solo la mia immaginazione.
Eppure io l'ho vista.
Ho visto quella luce,
di nuovo.
Questa volta è diverso.
Mi alzo.
M'incoraggio.
Lo sguardo è fisso
su quella luce.
La devo raggiungere.
La raggiungerò.
Il cyborg mette le mani
su ciò che accarezza la vita.
Le certezze macerano
gli sviluppi avviluppano
i lupi stridono
le confusioni fanno da alimento a se stesse
l’ebollizione scende sotto zero.
Il medico rescinde
il malato concede
il fegato decide.
I gabbiani
disegnano
Volevo
solo
Non ammaliante,
difficile.
Già la vita
facile.
A complicare il mondo
Non
lo
capisco...
Non vedo
la necessità
Amo la semplicità,
volgono al cielo e
scompigliano il vento.
Un soffio spira fresco e
scioglie il risveglio.
Carta increspata sovrasta il mare
di aliti giallognoli e arance mature.
È Inverno di voli accennati
e borbottii nei cuori...
Dimorano le civette .
Arde il sole sulle pietre
intrecciato di vita !
È finestra aperta
del mio quieto amare .








