Sulle pagine del mio quaderno
scrivo le emozioni.
Su ogni rigo
Su ogni rigo
appoggio l’aria che respiro.
Ogni fiato ha un frammento della mia vita:
Ogni fiato ha un frammento della mia vita:
una treccia e mi torna bambina
una lacrima e mi torna pensiero.
Di tutti i miei passi compiuti
Di tutti i miei passi compiuti
conservo ogni alito
ogni volta che la notte diventa giorno
il mio sguardo diventa cielo .
Ho il cuore velato da un po’ di nostalgia
ora che ogni luce mi torna cornice.
Natale arriva
con un luccichio tra i vetri
con un luccichio tra i vetri
una musica che placa
una magia che avanza
e danza , danza , danza.
8 commenti
Per fortuna ci sei tu,
col tuo sorriso di luna,
i tuoi occhi grandi e tristi;
per fortuna ci sei tu,
a colorare i giorni miei,
a mandare via il male e il silenzio
della solitudine;
per fortuna ci sei tu,
con la tua età,
la tua forza,
i tuoi anni,
ed io sempre più
vecchiotto e grigio,
ed io,
viale del tramonto,
e tu non sai,
il mio dolore,
il mio tormento.
Mentre il tempo và,
inarrestabile.
col tuo sorriso di luna,
i tuoi occhi grandi e tristi;
per fortuna ci sei tu,
a colorare i giorni miei,
a mandare via il male e il silenzio
della solitudine;
per fortuna ci sei tu,
con la tua età,
la tua forza,
i tuoi anni,
ed io sempre più
vecchiotto e grigio,
ed io,
viale del tramonto,
e tu non sai,
il mio dolore,
il mio tormento.
Mentre il tempo và,
inarrestabile.
Temevo il freddo,
e invece …
…ha ritmo nuovo la mia stagione:
di chiara luce sull’inverno.
Ora,
che ho scavato tanto,
ora…
sento la terra più vicina!
La scoperta di un azzurro sconosciuto
spinge verso spiaggie ampie e promesse;
di colori fecondi e sabbie più mature.
Oh, si !
Ispirano l’ora di un gran viaggio,
e un gran ritorno.
Itaca…promessa,
di pena grande,
che sempre chiama....
....Che chiama! Che chiama!
Che riparte….che riparte!


Gocce d'inchiostro
cadono
sulla carta bianca
sporcandola.
Un pò di vita
è andata persa.
Attendo la luce
per rialzare la testa.
Lo farò per me
raggiungerò la luce.
Smetteranno di cadere
le gocce d'inchiostro.
La carta
rimarrà bianca.
Imparerò ad amare
e a non soffrire.
La luce
è qui
l'accarezzo
dolcemente.
dolcemente.
Scrissi ai sogni, turbine a risalir cima,
sogni incompiuti, dimenticati,
ritornati a riempir l'umore..
Sogni in frasi di parole,
ne benedii l'arrivo,
furono sogni innocenti di bambina.
Benvenuti dissi, a salutar giorni,
ad imbiancar le sere.
Sogni, sognati decantati in fulgide speranze..
Sognai la vita,
l'incidere del tempo nel firmamento.
Viver senza è come morir di inezia..
Furono giorni armonici, attimi fecondi,
sementi d' immensità spaziali.
Musa dei tempi, ispirazione di poesie:
Mutevole nube a sfumar essenziale,
sostanza di appartenenza,
anima e cuore in fedel unione.
Ora la speranza scandisce il tempo,
flebile sostegno a plasmar unicità vitale.
sogni incompiuti, dimenticati,
ritornati a riempir l'umore..
Sogni in frasi di parole,
ne benedii l'arrivo,
furono sogni innocenti di bambina.
Benvenuti dissi, a salutar giorni,
ad imbiancar le sere.
Sogni, sognati decantati in fulgide speranze..
Sognai la vita,
l'incidere del tempo nel firmamento.
Viver senza è come morir di inezia..
Furono giorni armonici, attimi fecondi,
sementi d' immensità spaziali.
Musa dei tempi, ispirazione di poesie:
Mutevole nube a sfumar essenziale,
sostanza di appartenenza,
anima e cuore in fedel unione.
Ora la speranza scandisce il tempo,
flebile sostegno a plasmar unicità vitale.
Svanita nel pensiero,
quel che la vita indica
cerco di capire.
Pare tutto abbia preso il volo,
nubi pallide a tratti minacciose
tenere reminiscenze avvolgono.
L'idea è quella che mai
all'esistenza siano appartenute.
Travolge l'uragano,
debole è il terreno
tanto manca ma si potrà avanzare.
E l'oscurità il passo vieta.
Amare ogni fratello
dal profondo è ciò che vorrei.
quel che la vita indica
cerco di capire.
Pare tutto abbia preso il volo,
nubi pallide a tratti minacciose
tenere reminiscenze avvolgono.
L'idea è quella che mai
all'esistenza siano appartenute.
Travolge l'uragano,
debole è il terreno
tanto manca ma si potrà avanzare.
E l'oscurità il passo vieta.
Amare ogni fratello
dal profondo è ciò che vorrei.
Bilancio
non condiviso,
sembra lontano
il tuo operato,
ben vissuto
e altrettanto compensato.
All'apparir del vero
tutto pare e scompare,
solo alcun pensier
di visibile saggezza
è seminato.
Altra è la strada,
tortuosa e vaga
portatrice di giusta entità.
non condiviso,
sembra lontano
il tuo operato,
ben vissuto
e altrettanto compensato.
All'apparir del vero
tutto pare e scompare,
solo alcun pensier
di visibile saggezza
è seminato.
Altra è la strada,
tortuosa e vaga
portatrice di giusta entità.
Le finestre nella via
hanno la luce della sera
il sorriso attorno al tavolo
sa di pane e vino sulla labbra.
Il rumore si è perso .
Fuori c'è un vento
che solletica la notte.
Fruscii spengono la luce
il pensiero
il pensiero
rincorre il pensiero .
Mi giunge l'eco !
E c'eri tu
rugiada sulla mia finestra
ferma nelle mie mani
in un fresco di carezza.
Pensiero di una stagione
che ritorna foglia tra le foglie
filtra la pelle e diventa
raggio d'ambra.
Orizzonte che quieta il mare!
Il tempo ha rubato il tempo
passa e scioglie
quest'aria greve.

Assorta guardo
il movimento del mare
nell'infinito infrangersi
delle onde
che accarezzano la riva.
I pensieri corrono sbrigliati
slegati e senza meta,
sento perle iridiscenti sul viso,
scendono lentamente
come pioggia che purifica
o forse è il rifrangersi salato
dell'acqua del mare
che inonda il mio viso?
Guardo scivolare sull'acqua
le vele bianche come farfalle
che filano via leggere
nella carezza del vento dell'estate
in un'infinita libertà d'azzurro.
Io resto lì ferma ad aspettare
finché non muore il sole
lasciandomi nella consapevolezza
dei miei tramontati sogni
che mi trafiggono l'anima di stiletto.
So che il mio tempo ameno
non ritornerà indietro
avanza invece
il feretro del passato.
Mi trovo sospesa tra nuvole
che oscurano mare e cielo
come ogni mio giorno incenerito.
E, scrutando
nelle stanze aperte dei pensieri,
mi chiedo perché?
Distratti pensieri, di me,
evanescenti, fuggiaschi nella mente
sempre esili e gracili, fuscelli.
Affiancati a ricordi di maree lontane,
tempeste ammansite, qui,
dentro l’anima e,
tanto spesso, nel silenzio.
… Nessuno avrebbe saputo
perchè nessuno si accorgeva
e poi sono donna, quindi...
avvezza agli uragani...
Faccio analisi, allora,
ché mai volgo sguardo su di me,
su questo forte senso del dovere
che annienta ogni pianto.
Non ho capacità d’intendimento,
mi rimprovero, magari,
e quasi a cercar perdono,
abbasso la testa a me stessa.
E le parole che si offrono in difesa,
sono così silenti da sembrare
inginocchiate in preghiera,
come ad elemosinare briciole
di considerazione.
Perché quest’aspra mossa
contro me stessa, che dico sempre
“è niente” e dico sempre “ora passa”?
… E cogito!...
E’ il dovere che giustifica il tutto,
come se essere donna
fosse una colpa, ancora oggi…
… Non è così!...
… E intanto un altro giorno
si mescola alla notte,
un’altra alba attende,
là, dove il rosa, con l’arancio,
sciorina il frizzante scivolare
del tempo che non si ferma,
come me
che cullo distratti pensieri...
evanescenti, fuggiaschi nella mente
sempre esili e gracili, fuscelli.
Affiancati a ricordi di maree lontane,
tempeste ammansite, qui,
dentro l’anima e,
tanto spesso, nel silenzio.
… Nessuno avrebbe saputo
perchè nessuno si accorgeva
e poi sono donna, quindi...
avvezza agli uragani...
Faccio analisi, allora,
ché mai volgo sguardo su di me,
su questo forte senso del dovere
che annienta ogni pianto.
Non ho capacità d’intendimento,
mi rimprovero, magari,
e quasi a cercar perdono,
abbasso la testa a me stessa.
E le parole che si offrono in difesa,
sono così silenti da sembrare
inginocchiate in preghiera,
come ad elemosinare briciole
di considerazione.
Perché quest’aspra mossa
contro me stessa, che dico sempre
“è niente” e dico sempre “ora passa”?
… E cogito!...
E’ il dovere che giustifica il tutto,
come se essere donna
fosse una colpa, ancora oggi…
… Non è così!...
… E intanto un altro giorno
si mescola alla notte,
un’altra alba attende,
là, dove il rosa, con l’arancio,
sciorina il frizzante scivolare
del tempo che non si ferma,
come me
che cullo distratti pensieri...
Sono stanco
stanco di correre nel nulla
in mezzo alla polvere
di palazzi in costruzione
e maciullare la ragione
tra le pozzanghere e la pioggia
nell'istinto della mia intenzione.
Ho un'anima scartavetrata
e un cuore raggomitolato
tra le foglie e il prato
di un magico infinito.
Voglio andarmene
da questa città e da questo marciume
non voglio più correre
e costruire palafitte nella palude
contare le sconfitte
e bere il mio stesso orgasmo
tra le nicchie di alberi e fiori
in oasi di plastica.
Voglio camminare e respirare
tra le carezze e i baci
disegnando la luna sulla mia ferita
e libero di false proprietà e promesse
spianarmi la strada verso la radura.
E lì mi adagerò con lei
e se mai vorrà
raccoglieremo fragole negli alberi dei sogni
tra le nuvole
di questo mistico aspettare.
stanco di correre nel nulla
in mezzo alla polvere
di palazzi in costruzione
e maciullare la ragione
tra le pozzanghere e la pioggia
nell'istinto della mia intenzione.
Ho un'anima scartavetrata
e un cuore raggomitolato
tra le foglie e il prato
di un magico infinito.
Voglio andarmene
da questa città e da questo marciume
non voglio più correre
e costruire palafitte nella palude
contare le sconfitte
e bere il mio stesso orgasmo
tra le nicchie di alberi e fiori
in oasi di plastica.
Voglio camminare e respirare
tra le carezze e i baci
disegnando la luna sulla mia ferita
e libero di false proprietà e promesse
spianarmi la strada verso la radura.
E lì mi adagerò con lei
e se mai vorrà
raccoglieremo fragole negli alberi dei sogni
tra le nuvole
di questo mistico aspettare.
Frantumo prigioni invisibili
ristrette le stanze
di una casa
che ha smarrito
le mie confidenze
e il suo calore
spazi
voglio solo finestre
dall'intelaiatura di cielo
e porte sempre spalancate
spazi
Le gabbie uccidono
ma lentamente
mentre le ali diventano inservibili
Io non posso restare
dove il sole mi ha dimenticato
e la libertà è straniera
qui dove i miei sogni sono morti
sfracellati sul pavimento
e nessuno verrà mai a raccoglierli
spazi sorgono improvvisi
ora i tuoi occhi sono barche
che mi traghettano nel mare
di una libertà infinita
frantumano prigioni invisibili
ristrette le stanze
di una casa
che ha smarrito
le mie confidenze
e il suo calore
spazi
voglio solo finestre
dall'intelaiatura di cielo
e porte sempre spalancate
spazi
Le gabbie uccidono
ma lentamente
mentre le ali diventano inservibili
Io non posso restare
dove il sole mi ha dimenticato
e la libertà è straniera
qui dove i miei sogni sono morti
sfracellati sul pavimento
e nessuno verrà mai a raccoglierli
spazi sorgono improvvisi
ora i tuoi occhi sono barche
che mi traghettano nel mare
di una libertà infinita
frantumano prigioni invisibili










