Le storie soffrono
ad essere scritte,
come neonati
ignorano la vita,
dormono nel grembo
della pavida mente.
Racconta una storia
la penombra delle labbra,
se suggono dal seno
il latte dei ricordi,
e s’ode uno strillo
che strizza la gola
a contare le note stonate.
Soffrivo di nostalgia
a puntare il dito
contro i passi della morte,
uomini e donne fieri,
bimbi nati e rifiutati,
ombre sui passi di polvere.
Le storie si affannano
a cantare e contare
nei mesi, nei giorni,
come voci sazie del tempo.
I ricordi sono sassi nella via.
Certe volte dal rubinetto
guardo l’acqua scorrere,
e con lei l’ansia cadere nello scarico.
Come se altro non fosse che la fatica a vivere.
La quotidianità stenta a restar seduta nei miei versi,
così capita che le parole non appena provo
cauto a togliere dal foglio la penna camminino via.
E quello torna bianco, è irritante.
Simili a tante formichine.
Ricordo che da bambino non mi piaceva tanto
lavarmi la faccia, così finivo per andare a scuola
con i sogni appiccicati alle ciglia…
riappoggio la punta, ed eccole
balzellare di nuovo vicine vicine.
Solo un cenno, bentornata poesia.
Certe volte dal trapezio dietro al cuore
si libra tra le braccia dei fili del telefono
nella strada vuota la mia follia.
(…se ci sei batti un colpo)
“Chiamami con il mio nome, poeta”
<E come!?>
“Chiamami prosa”
Con un caldo bagliore,
Preannuncio il mattino.
I colori dell'alba porto come mantello;
A cavallo del mio bianco destriero,
Pian piano mi avvicino alla fine.
Son fiamma instancabile che danza nel vento,
Come amanti che lottano e ridono,
Fin che l'amore ne porta via uno,
E qui mi spengo.
Quando il sole
avrà lo sguardo
dei giorni bui e tristi
e le nuvole
non saranno più
il paravento
del cielo
ma un sipario
abbassato
sul palcoscenico
del mondo
mi ricorderò
per vivere
della luce
e dell’amore
che sprigionavano
i tuoi occhi
e del tempo
che ho sprecato
nel cercare quello
che non avevo
mai perduto.
quello che muore appena vede il mare,
in una curva stretta più delle altre,
quasi ai piedi di un’erica perenne
da sempre esiste ciò che m’appartiene.
Lo si confonderebbe con le foglie
dov’è che si nasconde ormai da tempo,
invece è solo lastra multiforme
la cui tinta è il frutto dei miei anni
con l’uso dei colori improvvisati.
Come allo specchio, in essa mi rifletto
lungo il sentiero delle prime sabbie
quando mi reco al verde e blu dell’acqua
mentre io chiedo alle irrequiete onde
di pazientare prima del mio arrivo.
E mi vedo, sudato e stralunato
sulle piccole, medie e grandi barche,
tra i sorrisi d’una madre eterna,
col cuore in lotta verso il primo amore
e in mano il vessillo del futuro.
È solo un attimo che dura un’ora.
Ho sempre in mente quella mia meta
e quindi corro, corro forsennato
ad abbracciare il confidente mare
al quale della lastra riparlare...
Non è stata una goccia di profumo,
voltandomi, a ricordarmi
come sapevi graffiarmi la schiena
sulla tua ombra allungata.
Così in un sogno da non ripetere.
Nelle gocce di pioggia, e dei miei
pensieri è lì che ho saputo avvertire
l’odore di come te ne sei andata.
Papà aveva quel tipo
di sandali che fanno rumore
per il logorio.
Li calzava anche il giorno
che se ne è andato,
come in una vecchia pellicola.
Anche quando è tutto azzurro
a tre quarti di cielo
c’è sempre una nuvola.
Dietro posso sentirci
passi
di sandali, e quel cigolio.
Vestita di vuoto e solitudine
e di un silenzio che urlava,
io andavo, tra alberi senza colore,
scheletri come l’anima mia.
La fragilità è foglia,
scricchiola mentre muore
come me, sbattuta dalle tempeste.
Si tocca lama più affilata
nella tana del serpente,
quando strisci e tocchi il fondo,
è una lotta corpo a corpo.
Sfidai lo stanco respiro che frustava,
s’alleggerirono i venti
tra foglie smeraldo e silenzi
fattosi di pace.
Il serpente nasceva a nuova pelle,
lo scheletro della mia anima
dalla sua forza
come alberi nudi a primavera…
Mi manchi come il vento al deserto
come l'onda alla spiaggia che arretra
mi manchi come il dolore nel petto
quando non si cheta e mi affligge
come la certezza all'inconsapevole
...so che taci e sfianchi la carne
mentre tormenti le pieghe del buio.
io ti manco come l'acqua che stagna
come il riso che si sposa all'incertezza.
sei inabile ad amare, non confonderti...
come le onde del mare
dimenticano la quiete.
Ascolterò le tue canzoni
per sentire l'emozione del
vento che attraversa
il mio pensiero.
Racconterò la nostra storia
per ricordare ogni segno
del tuo viso.
Le nostre mani
toccheranno il tempo
e la mia voce tremera'
in cerca di un riparo.
Passeranno i giorni
ma il tuo sorriso tornerà
a trovarmi...di tanto in tanto
e io parlerò a cielo aperto
ogni volta
sempre
un po' più sola.
Mi commuove
questo flebile profumo d’arancio
mentre resisto immobile
ad un tempo che non posso trattenere.
Mi commuovo
negli angoli nudi dell’anima,
quando la pelle incontra la paura
e rinvengo che tutto si disperde,
facilmente, come un respiro.
Dentro me la Parola grida
e mi commuove…
E questo raggio di sole, abbraccio
a me, a noi, inermi ed impotenti
in questa clausura, mi commuove.
E penso a terra arida, fredda,
senza più mani da stringere
e mi emoziono…
Vedrai solchi dipinti sui sorrisi,
capelli sbiaditi dalle primavere.
Mi vedrai invecchiare…
Sarò albero curvo, fiume che secca
roccia che sgretola.
Ma la mano tremante
saprà ancora darti carezza e, sempre,
gli occhi scruteranno i tuoi pensieri.
La mia estate è finita,
questo autunno è ancora dorato,
m’abbeverano i tuoi giovani sorrisi.
Al sopraggiungere dell’inverno,
lo so, stringerai la mia mano
per accompagnarmi nella notte…
Eravate giovani
a guardare il mare
e di notte contavate le stelle
tu sognavi di regalarle il mondo
mentre lei chiudeva gli occhi
e sognava di te.
Un amore è per sempre
non muore mai
nemmeno se finisce il mondo
e neanche il vento
può rubare i cuori
di voi innamorati dell'amore.
Anche in tempi così duri
che vorrebbero fare dimenticare
non si placa il sentimento
e come una forte tempesta
abbatte tutte le barriere.
Eravate così belli quel giorno
con il mare che ascoltava
i vostri desideri
ora un pò di rughe
non nascondono i ricordi
un amore è così!
Per sempre
con quegli occhi che osservano ancora il cielo
e lei che sogna sempre di te
e non basta un male
a fare finire tutto
c'è l'amore che guarisce le ferite.
Stanotte è nato ancora un fiore
nel vostro vecchio giardino.






