Là dove l’orizzonte si cancella
e il grigio si fonde nell’accidia.
Cade una pioggia fina. S’inanella
la risacca. Tu lamenti la perfidia
del fato; io taccio, guardo la riva
immersa in una mestizia infinita,
ripenso la sorte, cosa malviva,
peso trascinato su una salita.
Vorrei mescere lacrime e gocce,
vorrei annullarmi nel crepuscolo,
come dileguano ora le rocce
e il sole, cinereo corpuscolo.
E so che saremo ancora infelici.
Fra le ombre un barlume spettrale:
le costellazioni sono radici
allignate in un cielo d'opale.
Ora geme il vento. Sul confine
del silenzio sfuma la scogliera.
Rassegnati attendiamo la fine,
nello stanco riflusso della sera.
EE 0-4 Sil.12
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La Vita è una scommessa: tanto vale giocare!
Caterina