Là dove l’orizzonte si cancella

e il grigio si fonde nell’accidia.

Cade una pioggia fina. S’inanella

la risacca. Tu lamenti la perfidia

 

del fato; io taccio, guardo la riva

immersa in una mestizia infinita,

ripenso la sorte, cosa malviva,

peso trascinato su una salita.

 

Vorrei mescere lacrime e gocce,

vorrei annullarmi nel crepuscolo,

come dileguano ora le rocce

e il sole, cinereo corpuscolo.

 

E so che saremo ancora infelici.

Fra le ombre un barlume spettrale:

le costellazioni sono radici

allignate in un cielo d'opale. 

 

Ora geme il vento. Sul confine

del silenzio sfuma la scogliera.

Rassegnati attendiamo la fine,

nello stanco riflusso della sera.  

EE 0-4 Sil.12

 

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Profilo Autore: Oudeis  

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Commenti  

catilo*
# catilo* 22-12-2025 02:51
Stupenda poesia, impregnata di malinconia... eppure ìn certe immagini descritte colgo raggi di Luce e di Speramza!
La Vita è una scommessa: tanto vale giocare!
Caterina
Oudeis
# Oudeis 22-12-2025 08:00
Grazie :-) :sad:

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